Nessuna sanzione per i buu razzisti piovuti addosso a Romelu Lukaku durante Cagliari-Inter. Ecco cosa scrive il giudice: "Nelle fasi antecedenti il calcio di rigore, e solo in quell’occasione, si sono levati cori, urla e fischi nei confronti di Lukaku. Sono stati percepiti alcuni versi da parte di singoli spettatori che però non sono stati intesi dal personale di servizio, né dai collaboratori della Procura Federale, come discriminatori a causa dei fischi e delle urla sopra menzionati".

La Gazzetta dello Sport ricorda: "Il giocatore, visibilmente contrariato e amareggiato dopo il rigore che aveva dato la vittoria all’Inter, si era poi sfogato sui social: «È il 2019, invece di andare avanti stiamo andando indietro. Spero che le federazioni di tutto il mondo reagiscano con forza su tutti i casi di discriminazione. Se ne parla da anni, ma non si è ancora fatto nulla». Il Cagliari aveva fatto ammenda: «Prendiamo le distanze dagli sparuti, ma non meno deprecabili episodi. Il club ribadisce l’intenzione di individuare, isolare ed estromettere dalla propria casa gli ignoranti, anche se fosse uno soltanto. Il Cagliari calcio vi chiede aiuto per vincere una battaglia che riguarda tutti». Nelle ore successive, però, era arrivato anche un comunicato della Curva Nord interista in cui in pratica spiegavano a Lukaku come l’episodio di Cagliari non fosse, diciamo così, catalogabile alla voce razzismo. Una lettura dei fatti a cui l’attaccante non aveva replicato. Ad ogni modo, siccome i provvedimenti in pratica dipendono dall’entità dei decibel e dal numero di persone coinvolte, lasciando di fatto impuniti episodi giudicati di impatto non così significativo, il presidente federale Gravina ha intenzione di riunire presto tutte le componenti del calcio in modo da cambiare la normativa e fornire gli strumenti per sanzionare anche gli episodi di portata più ridotta. Una soluzione per fare in modo che certi episodi non restino più impuniti".

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Sezione: Rassegna / Data: Mer 18 Settembre 2019 alle 09:34 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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