HANDANOVIC 8 - Premiato come miglior portiere poco prima del fischio d'inizio, deve attendere lo scoccare del 30' per chiudere la porta in faccia a Caputo. Nel secondo tempo usa le grosse mani che gli ha fornito madre natura per strappare il pallone dai piedi Farias e indossare le vesti di salvatore della patria su Ucan. Premio più che meritato.
D'AMBROSIO 6,5 - Si sgancia poco in avanti, dedicandosi principalmente alla fase difensiva. Quando varca la metà campo avversaria, però, costruisce quasi sempre qualcosa di pericoloso. Rischia di combinare la frittata cercando l'uscita in grande stile, decisamente da evitare in contesti come quello di oggi. In collaborazione con la traversa è però decisivo per il salvataggio finale sulla rasoiata di Caputo.
DE VRIJ 7 - Dopo le forzate assenze per infortunio, ritrova il suo posto al centro della difesa nella notte che conta. Gestisce con eleganza la sua zona di competenza, un miracolo di Dragowski gli impedisce di festeggiare il ritorno in campo con il gol. Non riesce a chiudere il traversone che genera il gol di Traorè.
SKRINIAR 6,5 - Dominante sulle palle alte, controlla egregiamente la linea difensiva. A momenti fatica a leggere con i tempi giusti le combinazioni in velocità di Caputo e Farias, ma nell'uno contro uno fa sempre la sua bella figura. Si divide le colpe con il resto dei compagni in occasione del pari dei toscani.
ASAMOAH 6 - Sfrutta sapientemente le praterie che Perisic gli genera stringendo il campo, proponendosi più volte al cross anche se non sempre con la giusta precisione. Anche il suo nome finisce nella lunga lista degli aspiranti al gol. A fine primo tempo rimane negli spogliatoi. DAL 45' KEITA BALDE 7 - Spalletti lo butta nella mischia alla disperata ricerca del gol, lui prova subito a servire (senza successo) Icardi. Sfrutta l'intelligente taglio dell'argentino per scaricare in porta tutta la sua voglia di Inter e far esplodere San Siro. Un riscatto personale, alla ricerca di quello nerazzurro. Nel finale stende Dragowski e si becca il rosso con annesso gol annullato a Brozovic. Con il senno di poi glielo si può perdonare.
VECINO 7 - L'inserimento è il suo cavallo di battaglia e lo mette in mostra per due volte (prima di tacco, poi di prima intenzione) nel giro di pochi giri di orologio. Lotta su ogni pallone sfruttando la stazza fisica, come un anno fa graffia (anche se indirettamente) sul match colpendo il palo che diventa un assist per Nainggolan.
BROZOVIC 6,5 - Gode di buona libertà e ne approfitta per costruire l'azione nerazzurra, contribuendo anche a rompere il possesso avversario. Prova a far girare la squadra anche negli spazi intasati, cercando anche di sbloccare la partita con una sassata da fuori deviata in angolo dal solito Dragowski. Il Var e Keita gli cancellano il gol del 3-1.
POLITANO 6,5 - È il più intraprendente dei primi minuti, dove svaria da una parte all'altra del campo guidato dall'istinto e dal suo mancino. Controlla male sul pasticcio del portiere ospite e cestina un'occasione d'oro, non riuscendo a pungere nonostante i tanti palloni toccati. Solita prestazione di sacrificio.
NAINGGOLAN 7,5 - Comincia la sua prestazione con un'apertura sbagliata su Politano, poi prova a rifarsi con un paio di conclusioni insidiose verso la porta di Dragowski. Guida il pressing sui portatori di palla toscani e si esalta nello scontro fisico, garantendo il costante elastico tra le linee. Nel momento decisivo rispetta la promessa e "ripaga la fiducia dell'Inter" con il gol che vale la Champions.
PERISIC 6,5 - Stringe spesso il campo per aprire gli spazi ad Asamoah e dare più peso all'attacco, garantendo appoggio a Icardi. Negli spazi stretti fa più fatica, ma lo dimentica quando prova l'improvvisa frustrata di sinistro che impegna Dragowski. Dopo l'uscita da campo di Asamoah si trasforma in terzino, poi lascia il campo per un guaio fisico. DAL 73' DALBERT 5 - Pronti via, si fa infilare da Di Lorenzo che aziona la rete dell'Empoli. Prova qualche confusa azione e si dimostra tatticamente limitato, perdendo palloni elementari in un momento delicato della gara.
ICARDI 5 - Chiama palla e partecipa a sprazzi all'azione, reclamando anche un calcio di rigore dopo pochi minuti di gara. Sfiora il gol del vantaggio dopo aver lavorato bene spalle alla porta, poi taglia e trascina via due giocatori aprendo la via del tiro vincente a Keita. Astuto, si guadagna un rigore che poi calcia senza voglia e convinzione, impedendo all'Inter di chiudere la partita. Per capire se sia stata la sua ultima recita a San Siro ci sarà tempo: intanto saluta l'annata tra i fischi e le lacrime di Wanda Nara. DAL 72' LAUTARO 6,5 - Entra in campo con la squadra in vantaggio e poco dopo di nuovo con l'acqua alla gola, ma si mette comunque a disposizione con il giusto atteggiamento. Ci prova, ma non riesce a incidere.
ALL. SPALLETTI 7 - Nella serata che sancisce la sua separazione dal Biscione, raggiunge l'obiettivo tra mille difficoltà. La partita è un assedio totale a testa bassa, con tante occasioni create e poche sfruttate. Ed è un po' lo specchio della stagione nerazzurra. Rispolvera Keita Baldé come primo jolly a gara in corso e il risultato gli dà subito ragione, poi nel momento del bisogno è il suo uomo a regalargli un addio dal sapore più dolce. Forse era destino.
EMPOLI (3-5-2): Dragowski 8; Maietta 6,5 (dal 71' Ucan 6,5), Silvestre 6, Dell'Orco 6,5; Di Lorenzo 6,5, Traoré 7, Bennacer 6, Acquah 5,5 (dal 70' Brighi 6), Pajac 6; Caputo 6,5, Farias 6. All. Andreazzoli 6.
ARBITRO: BANTI 5,5 - Lascia correre con sicurezza il contatto che vede protagonista Icardi nell'area di rigore dell'Empoli. Nella discutibile gestione di gara, poteva starci anche un giallo a Dragowski per le continue perdite di tempo (che a fine primo tempo si dimentica di far recuperare). Dopo la visione al Var, convalida il calcio di rigore sbagliato dal 9 argentino. Dopo aver annullato il gol di Brozovic, nel finale si scatena con i cartellini.
ASSISTENTI - Vuoto 6 e Passeri 6.
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