"È sempre una grande emozione, ma devo dire che, grazie a Dio, l’importanza di questo derby non è superiore all’importanza di vincere qualcosa nella stagione". Paolo Maldini, direttore tecnico rossonero, parla così alla tv del club del significato di una sfida con l'Inter, lui che da giocatore ne ha giocate tantissime. "In altre città il derby - aggiunge l'ex numero 3 - è ancora più importante perché le due squadre non sono mai arrivate a obiettivi ancora più alti rispetto a una partita singola".

Parlando delle gare del passato, Maldini spiega: "Ne ho giocati tanti, credo più di cinquanta. Sono stati tutti un po’ diversi. I primi forse giocati non al cento percento, perché la tensione, a sedici-diciassette-diciotto anni, è difficile da gestire. Comunque più difficile rispetto a quelli che ho giocato a trentacinque-trentasei anni. In tutti questi derby ci sono state emozioni varie, forse quelli più emozionanti in assoluto sono stati quelli di Champions League: vincere una semifinale giocata in sei giorni, tra andata e ritorno, qualificarsi per la finale e poi vincere la coppa... Alla fine è il risultato che conta. Probabilmente sono stati quelli più intensi".

Ora, nella veste di dirigente, Maldini ha un altro feeling rispetto al derby: ""La differenza è enorme. Non giochi la partita, non ti prepari per giocarla ma per vederla. A livello di stress è molto più impattante la partita vista che quella giocata. Giocando riesci a sfogare quelli che sono i tuoi istinti, le tue paure e le tue preoccupazioni".

Sezione: News / Data: Gio 19 settembre 2019 alle 13:14
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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