Domani a Marassi contro la Samp potrebbe arrivare il suo momento. A due mesi dall'ultimo match giocato da titolare, quello dello scorso 2 febbraio allo Juventus Stadium, Mateo Kovacic scalda i motori e si prepara in vista della sfida contro la squadra blucerchiata. Il numero 10 nerazzurro parla del suo momento ai microfoni del giornale croato Jutarnji, in un'intervista telefonica concessa direttamente da Appiano al termine dell'allenamento di giovedì pomeriggio. FcInterNews.it vi propone la versione integrale.
Che tipo di lavoro fai il pomeriggio quando ti sei già allenato di mattina?
"Corro da solo e svolgo un lavoro addizionale".
Mazzarri è soddisfatto della tua crescita?
"Sì, va tutto bene. Una parte della sessione di questo pomeriggio rientra in un programma che mi hanno assegnato Niko Kovac (ct della Croazia, ndr) e il professor Igor Jukic, il nostro preparatore atletico. Ci lavoro ogni giorno".
Sei stanco?
"Sì, dopo un buon lavoro. Grazie a Dio non ho nessun problema, mi sento bene. Sono pronto e lavoro a tempo pieno".
È un peccato che tu non stia giocando abbastanza nonostante ti senta bene.
"Vero, ma le cose non vanno male come uno potrebbe pensare. Ho giocato in ventisei partite su trentadue, anche se ho iniziato da titolare soltanto in otto, mentre in diciotto sono entrato a gara in corso. Nelle altre cinque sono rimasto in panchina. Per quanto riguarda il ritmo non è di certo la migliore cosa giocare così rare volte, però so bene che questo è uno stadio della mia carriera".
In ventisei partite soltanto in quattro hai giocato per tutti i 90 minuti. In queste gare l'Inter ha pareggiato. Forse Mazzarri crede la colpa è anche tua, come scrivono i media italiani?
"Non avevo fatto caso ai dati su questi pareggi, né leggo i giornali. Come squadra non ci preoccupiamo di cosa dice la stampa".
Parliamo della vostra stagione. Sembra che quest'anno abbiate avuto tantissimi problemi.
"È vero che ultimamente siamo in difficoltà, ma è anche vero che siamo ancora in corsa per l'Europa League. La lotta si deciderà nelle ultime sei partite, visto che siamo sei squadre in cinque punti per un posto in Europa. È importantissimo raggiungere questo traguardo, rimanere due stagioni fuori dall'Europa per un grande club come l'Inter sarebbe una cosa imbarazzante".
La delusione deriva anche dal modo in cui avete affrontato le partite contro le cosiddette 'piccole'.
"Parlando realisticamente abbiamo gettato via parecchi punti in una maniera incredibile. Magari si può pensare che questo sia avvenuto perché ci troviamo in un'annata di transizione. È arrivato un nuovo allenatore, ha cambiato sistema di gioco e le precedenti abitudini. Sono arrivati anche nuovi giocatori. Siamo partiti bene, poi è normale avere alti e bassi, anche se naturalmente bisogna giocare meglio".
Avete giocato anche ottime gare. Quale è stata la migliore a tuo avviso?
"Una in cui non ho giocato. A Firenze, venivamo da una striscia di risultati negativi e abbiamo risposto battendo la Fiorentina fuori casa. La peggiore? Contro la Roma a inizio stagione, ci hanno distrutto nei primi 45 minuti con un 3-0".
Ci sono state molte critiche nei confronti di Mazzarri, anche i tifosi si aspettavano di più dal nuovo mister. I media hanno già messo in dubbio la posizione del tecnico, cosa pensano i giocatori?
"In squadra non c'è alcun tipo di tensione. Alle spalle il mister ha tanto lavoro, viene da un grande periodo a Napoli, è rinomato per essere un tattico meticoloso ed esperto. Abbiamo imparato tanto da lui".
Qualche giorno fa il nuovo presidente Erick Thohir ha confermato Mazzarri anche per la prossima stagione. Sei arrivato a conoscere il nuovo proprietario?
"Abbiamo avuto diversi incontri e abbiamo subito capito che si tratta di una persona seria, che sa esattamente cosa vuole e come ottenerlo. Thohir è ambizioso, questo è molto importante per l'Inter. Spero che il prossimo anno possano arrivare grandi giocatori in modo da tornare a giocare in Champions League".
In 39 partite in Serie A sei ancora fermo a zero gol, soltanto un assist. Quanto ti manca segnare?
"Mi manca il gol, mentirei se dicessi che non è un peso. Perché non ho ancora segnato? In Serie A è molto difficile averne l'opportunità, specialmente se devi lavorare anche nella fase difensiva. Non è un alibi, ma in Italia è davvero molto dura trovare spazi liberi in campo. Ci lavoro ogni giorno con il mister, tirando da ogni posizione dopo l'allenamento con la squadra. Non ho un cattivo tiro, forse mi blocco nel momento di vedere l'area. Devo azzardare di più".
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