Il quotidiano spagnolo AS dedica uno speciale al centenario dello stadio di San Siro e al futuro dello storico impianto milanese. Raccogliendo anche il parere dell'architetto Stefano Boeri, che è tornato a parlare del suo progetto di ristrutturazione presentato diversi anni fa: "Ho progettato uno stadio-foresta. Volevo costruirlo così. Un'area il cui perimetro sarebbe stato ricoperto di piante, arbusti e alberi di ogni tipo. Più di cento specie diverse. Non era un'idea visionaria, ma pragmatica e realistica. Efficiente per le grandi arene (templi, colossei, anfiteatri) del calcio. Non l'hanno accettata, anche se l'obiettivo era quello di riportare in vita il profumo della natura. Riesco ancora a sentirlo… L'erba, la terra di San Siro, quando ci andavo da bambino. Non esiste più, ma noi avevamo proposto qualcosa di insolito, dove la natura entrava in simbiosi con il brusio e il trambusto che da sempre lo caratterizzavano".

Il Meazza rimane comunque un elemento identificativo della storia di Milano: "Notre-Dame a Parigi, la Sagrada Familia, il Duomo di Milano o il Duomo di Colonia… Impossibile dimenticarli, e questo vale anche per stadi come il Maracanã, l'Old Trafford o San Siro. Rappresentano la storia del calcio mondiale. Un punto d'incontro di sguardi ed emozioni, di generazioni. È un patrimonio, un simbolo, un'architettura unica, un tempio". Boeri aggiunge in merito al nuovo impianto: "Qualsiasi nuovo progetto di stadio deve essere coscienzioso perché è qualcosa di straordinario. Lì ho immaginato il futuro. Un'architettura basata su una visione contemporanea, ma senza perdere di vista il senso di responsabilità. San Siro ha una storia complessa e profonda". 

Sezione: News / Data: Sab 10 ottobre 2026 alle 12:13
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.