Serata inspiegabile, Inter inspiegabile. Il Club Brugge, coraggioso e senza nulla da perdere, i nerazzurri crollano malamente nella ripresa e il 3-4 finale non dà sufficiente merito agli ospiti, che ai punti hanno vinto più del singolo gol di scarto espresso dal tabellone del Meazza. Archiviare prima possibile, perché sabato si va a Bologna e poi sarà ancora Champions League tra le mura amiche. La sensazione è che già oggi Cristian Chivu dovrà rivestire i panni dello psicologo dopo questa sberla in pieno viso.

Grazie BVB

L'Inter sarà anche la migliore squadra italiana in Europa, per ranking e risultati negli ultimi anni, o quanto meno per valore di rosa. Ma i numeri parlano chiaro: quella di ieri, in casa contro il Club Brugge, è la settima sconfitta nelle ultime otto partite nella massima competizione europea per club. Bilancio da cenerentola, non certo da squadra ambiziosa che mira a infastidire le big continentali. Se la sconfitta di Madrid contro il Real era stata comunque accolta in modo positivo, per la prestazione sciorinata al Bernabeu. lo stesso non si può dire del 3-4 di ieri sera al Meazza contro una buona squadra, nulla più. E inevitabilmente il giorno dopo, quello delle riflessioni, è perfetto per porsi domande. La strada è sempre quella giusta? Intanto, si benedica sempre la vittoria di Dortmund, all'epoca inutile per la top 8 ma oggi salvifica per interrompere la striscia drammatica di sconfitte...

Come Orwell

A domanda diretta, Chivu durante la conferenza stampa del giorno prima di Inter-Club Brugge aveva sottolineato come per lui non esistano titolari o riserve: "Non mi piace parlare di prime o seconde linee, ma di un gruppo che si sceglie in base all'energia, al lavoro, all'avversario, al fatto che si gioca ogni tre giorni, all'aspetto mentale di tanti ragazzi rimasti lontani tre settimane per gli impegni delle Nazionali con le pressioni di un Paese intero per i risultati". Pensiero stupendamente democratico, anche se poi l'undici proposto contro i belgi, a conferma dell'importanza della partita e soprattutto della competizione in casa Inter, è esattamente quello che molti tifosi, al buio, indicherebbero come titolare se domani si giocasse una finale. E qui prende piede un ragionamento molto orwelliano, stile 'Animal Farm': tutti i giocatori sono uguali, ma ce ne sono alcuni più uguali degli altri. Con il senno di poi, lettura da evitare assolutamente.

Turista per caso

"Non torno a Milano indossando l’abito del turista". Uomo di parola, Yann Sommer, che è esperto in materia visto che è brand ambassador di Turismo Svizzera assieme a Michelle Hunziker. L'estremo difensore, in una serata emotivamente impegnativa perché rievocatrice di tanti ricordi, in una delle centinaia di interviste rilasciate nei giorni scorsi era stato chiaro: al Meazza per fare bene. E bene hanno fatto lui e i suoi compagni, sicuramente oltre le più rosee aspettative. L'ex di turno tra l'altro, pur incassando tre reti, ne ha evitate molte di più. Merito suo ma anche enorme colpa dei vecchi amici, che per onorarlo evidentemente hanno evitato di angolare troppo le conclusioni, agevolandone gli interventi. Scelta encomiabile se fosse stata la sua gara d'addio, meno in una partita di Champions da 3 punti.

La nuova patch

Chissà se Roberto Mancini, al fischio finale di ieri sera, avrà telefonato a Nicolò Tresoldi per offrirgli la maglia della nazionale, aggiungendo due biglietti per Gardaland, uno chalet sulle Dolomiti e un weekend spesato alle Terme di Bormio per lui e tutta la sua famiglia. Perché per questo ragazzo di 21 anni uscire dalla sua prima al Meazza con una tripletta (e una traversa) è qualcosa di inimmaginabile. Talento da vendere, personalità a palate, andrebbe davvero pressato ai limiti dello stalking perché sposi la causa italiana invece che quella tedesca. Peccato che a fare le spese di questa sua rivelazione sia stata l'Inter, che proprio non ha trovato alcuna soluzione per arginarlo. E se si pensa al fatto che sia dichiaratamente milanista, al danno si aggiunge la beffa. Di certo, la sua tripletta all'Inter sarà l'ennesima patch che si autoattribuiranno molti suoi colleghi di tifo, ancora lontani da serate di Champions ma senza dubbio ben rappresentati.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 14 ottobre 2026 alle 08:00
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.