Due ex interisti, Marco Materazzi e Sebastien Frey si sono intrattenuti in una lunga diretta Instagram per una divertente chiacchierata 'one to one', con la simpatica interruzione da parte di alcuni disturbatori d'eccellenza come Nicky Ventola, Ciccio Colonnese e Mario Balotelli. Una conversazione a tinte nerazzurre tra qualche risata e tanti ricordi legati all'Inter e non solo. Improvvisatosi intervistatore, è l'ex portiere a porre le domande a Matrix.
"Ti vedevo tante volte a San Siro che venivi a vedere le partite a San Siro con tuo figlio in braccio", dice Frey ricordando il Materazzi tifoso, prima che calciatore, della Beneamata. Da calciatore, "Marco aveva il veleno addosso per la voglia di vincere, eri un avversario che stava antipatico a chi ti affrontava. Poi ti ho conosciuto davvero con l’Inter Forever. Voto 10. A prescindere dalle squadre mi sei sempre piaciuto perché sei riuscito a distaccare calcio e vita privata, senza mai finire in quei giornaletti da gossip". "Nei giornali da gossip, anche e soprattutto oggi, ci finisce chi ci vuole finire" replica duro Matrix.
L'ex portiere nerazzurro, ricorda un evento recente legato alla finale vinta in Russia per la Legends Cup 2020, mini torneo a 6, vinta da Materazzi con il suo l'International All Stars Team: "Siamo andati in Russia per la Legend Cup. Da dodici anni vincevano i russi, tu sei arrivato e hai detto: 'È la prima volta e forse l’ultima che vengo qui, ma i russi quest’anno non vincono'. A tre minuti dalla fine della finale sie andato via perché sei sbroccato, dicevi che c’erano troppe ingiustizie. Ad un certo punto c’è stata un’interruzione di quaranta minuti, i giocatori non volevano più rientrare e finché non hai detto 'si rientra in campo' nessuno è tornato a giocare. Alla fine si è giocato e hai vinto tu la partita".
"Io non litigo con nessuno, però odio i soprusi e quelli che devono vincere per forza. Infatti, sono poche le squadre che odio al mondo… Quelle che fanno i prepotenti. Non facciamo nomi, dico solo il nome della squadra che amo: l’Inter" replica il leggendario numero 23 interista senza far nomi, evitando le polemiche, ma poco dopo, alla domanda di un tifoso "Sportivamente quanto odi la Juve" risponde: "Tantissimo. Però sportivamente, perché li conosco tutti. Ma se vince l'Inter sono più contento".
Quanto eravate forti con Mourinho?
"Eravamo già fortissimi il primo anno, il secondo anno se pensi che sono arrivati Lucio, Eto, Milito, Thiago Motta… Ad un certo punto, alla fine, con gli avversari sembrava buttassimo giù dei birilli. Basta pensare le ultime tre partite, tutte decisive. Siena, settimana prima finale di Coppa Italia all’Olimpico con tutti contro, ha fatto gol Milito. Poi Siena e poi Madrid.
Che rapporto hai con Eto’o?
"Fantastico, è un fratello e lo ringrazierò a vita perché mi ha portato la Champions, me l’ha promesso e me l'ha portata, io lo amo. Prima che venisse, gli mandai un messaggio, gli ho detto 'vieni che ce la fai vincere', sono stato premonitore. Non credeva neanche se fossi stato io a mandargli quel messaggio".
Di Mourinho che mi dici? Quanto vi proteggeva?
"Che dovrei dire? Alta e altra qualità. Era uno scudo, un padre, un fratello. Uno che si incazzava, ci faceva di quelli shampi incredibile che c’era da divertirsi. Sapeva toccare le corde giuste e infatti raggiungeva gli obiettivi. Con lui ho smesso di giocare a calcio, avevo 37 anni. Il rapporto che avevo con lui era di fiducia e stima. Potevo giocare una o venti partite ma sapevo di avere la sua stima sempre. Mi dicevano che io ce l’avessi con quello che è arrivato dopo di lui ma non è così. Con Mourinho avevo un bellissimo rapporto perché era coerente, quello che arrivato dopo (Benitez, ndr) non avevo un buon rapporto perché non era coerente".
Difficile il post Mourinho...
"Difficile sì, ma bisogna essere intelligenti. Non dico un copia incolla, però se ti avvicini a farlo come ha fatto Leonardo rischi di vincere lo scudetto e noi abbiamo rischiato di vincerlo partendo da gennaio con 19 punti dal Milan. Se non perdevamo il derby quello del gol di Pato dopo pochissimo, potevamo vincerlo. Ti assicuro che Leo ha fatto un copia incolla di tutto quello che si faceva prima degli ultimi sei mesi, quella è stata intelligenza".
Cosa penso di Lele Adani?
"Uno dei pochi che fa innamorare del calcio. È imparziale e se la gode come se fosse un bambino e lì fa la telecronaca facendo credere a tutti di essere allo stadio. Ne sa tantissimo, è preparato, è uno dei pochi che ne sa davvero tantissimo".
Avete un gruppo Whatsapp con quelli del Triplete...
"Abbiamo un gruppo Whatsapp del Mondiale e anche del Triplete, è anche giusto. Ci ritroviamo. Stavamo organizzando una partita del Triplete che ora non si può più fare ma lo rimandiamo ad ottobre. Poi ne rifaremo una anche delle Leggende. Queste sono cose belle perché ci si ritrova, belle quelle partite fatte prima di Inter-Roma o prima di Inter-Barcellona".
Ronaldo il Fenomeno?
"Ho avuto la grande fortuna di giocare con Ronie, anche se per poco tempo. Poi quando è tornato al Milan non era più quello di prima, ma sapeva che con me con le finte andava tranquillo, non le capivo (ride, ndr). Se me lo mettevate vicino quando stava bene, venti gol li facevo. Ha fatto più assist Colonnese a Ronie che Ventola, me l’ha detto lui. Spazzava la palla, non importava da destra o sinistra, tanto lui la prendeva. Ciccio Colonnese, la colonna di quella Inter. Non so se te lo ricordi a Parigi in Coppa Uefa".
Finale del Mondiale:
“Il giorno prima li ho visti allenarsi sotto l’acqua, tutti smanicati, andavano a seicento all’ora sembravano robot. Speravo di finirla presto, se vi ricordate infatti al 120esimo l’ultimo pallone l’ho spazzato via fuori dallo stadio, ho pensato andiamo ai rigori e vediamo come finisce. Il rigore della Francia non c’era? Va beh tanto ormai è passata”.
Partita che rigiocheresti?
"Il 5 maggio. Rigiocherei quella. Dopo il 5 maggio non sono uscito per settimane. Una volta, il 5 maggio stavamo uscendo dallo stadio, eravamo sul pullman e Gresko chiede: ’Ma perché siete tutti arrabbiati’? Di Biagio lo guarda e gli dice: ‘Ma che stai a dì?’. E lui ha detto a me è la terza volta che mi succede. Lui un anno aveva perso finale di coppa Campioni, lo scudetto all’ultima giornata, la super coppa di Germania ad agosto e la finale di Coppa di Germania. Quattro su quattro".
Balotelli?
"Mario è il numero uno, è un bravissimo ragazzo. È che ogni tanto gliele dovevo dare, una volta è arrivato con i calzini del Milan e glieli ho tagliati tutti, una volta col Barcellona ha dato i numeri… e io, beh, gli dicevo che lo menavo. Però gli voglio troppo bene. Mario non è una merda, è un bravo ragazzo, è un bambinone. Però (lo rimprovera in diretta, mentre lui lo stuzzica), vengo a cercarti a Brescia. Non ho nulla contro il Milan, ma ti vengo a cercare.Ti ricordi quando sei uscito prima verso gli spogliatoi? Se non fossi arrivato prima io sarebbe arrivato Cordoba a dartele".
Cassano?
"Fosse sui social ci divertiremmo. Pure lui è fantastico ed è un grandissimo intenditore di calcio, conosce tutti i calciatori del mondo. Mica come Ventola (scherza, ndr). Non mi toccare il tecnico della Francia. Ha detto che sono stato decisivo e il migliore in campo, quindi non posso parlare male di una persona che ha detto queste cose di me e nemmeno conosco".
Ventola più bello o bravo?
"Nessuna delle due. È simpatico".
Dopo Handanovic?
"Credo resti ancora più di un paio di anni... Anche 3-4. È fortissimo, porta a casa tanti punti. Anche Musso mi piace molto".
Cosa pensi di Bastoni?
"Mi piace tantissimo, è cattivo, ha personalità e un buon futuro".
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