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Hernanes: “C’è grande aspettativa per la 1^. Qui mi sento a casa, il ruolo…”

Lunga ed interessante intervista rilasciata a Interchannel da Anderson Hernanes: il Profeta si è raccontato ai microfoni di Roberto Scarpini, trattando svariati temi. Si comincia dal futuro più prossimo, il doppio...

Mattia Zangari

Lunga ed interessante intervista rilasciata a Interchannel da Anderson Hernanes: il Profeta si è raccontato ai microfoni di Roberto Scarpini, trattando svariati temi. Si comincia dal futuro più prossimo, il doppio impegno che, tra playoff di Europa League e prima di campionato, attende i nerazzurri in questa settimana: "Abbiamo fatto bene la prima gara e ora c'è aspettativa sul campionato: abbiamo un pò di ansia. In settimana c'è il confronto con gli islandesi e poi penseremo al Torino", ha esordito il centrocampista brasiliano.

Poi, nella chiacchierata, il focus si è spostato direttamente sul numero 88 nerazzurro. Di seguito i temi e le risposte:

Sugli insegnamenti tratti in questi mesi di Inter dal Profeta. "Questi mesi sono serviti per conoscere la società e per conoscere le persone che fanno funzionare tutto, i tifosi e la città. Mi sono trovato subito bene e ora mi sento come se fossi a casa. Ho capito le aspirazioni dei tifosi, la storia del club e l'ambiente".

Sul fatto di essere leader e sulle responsabilità che questo comporta. "La cosa che mi guida da sempre è la mia interiorità, i miei obiettivi. Al San Paolo venivo dalla Primavera, ed ero l'ultimo arrivato, ma già sapevo cosa volevo. Invece qui sono arrivato con maggiori credenziali, ma questo non mi cambia: conta quello che mi sento dentro, i miei obiettivi. Poi senza fiducia dei compagni e dell'allenatore tutto diventa comunque difficile; quando invece sai che gli altri nutrono per te delle aspettative, è allora che sei spinto a fare il tuo lavoro con ancora più passione".

Sul fatto di essere un brasiliano atipico. "Forse sono un brasiliano-europeo. Io ho sempre avuto la mentalità di fare le cose giuste: ho sempre voluto fare le cose bene, anche nel calcio. Per quello faccio attenzione alle strategie delle squadre avversarie, da sempre: voglio essere sempre pronto. E' il mio modo di vivere, il mio modo di pensare". 

Sulla nuova atmosfera che si respira nell'ambiente in questo inizio di stagione. "Sento questo perché io stesso ho tanta voglia e di fare bene: voglio dare il meglio e prepararmi come tutta la squadra per conquistare qualcosa di importante. Se lo merita l'Inter come società, c'è un ambiente positivo". 

Sulla Serie A 2014-15. "Sicuramente non ci sono alcuni dei grandi nomi che avevamo qualche anno fa, ma la bellezza del calcio italiano è che nulla è scontato, neanche se giochi in casa con l'ultima in classifica. E' un torneo molto combattuto, questo è ciò che mi piace del campionato italiano". 

Su Mazzarri e sui compiti che chiede ai centrocampisti. "Il mio punto di forza è il tiro da fuori, ora devo aggiungere più inserimenti e questo con gli esterni alti che abbiamo può essere importante. Ci sto provando in allenamento e poi automaticamente la cosa verrà anche in partita, come un istinto. Mi piace essere nel vivo del gioco".

Sui ruoli diversi che il numero 88 ha rivestito nel corso della sua carriera: "Io giocavo un po' mediano e non potevo fare tanti inserimenti, ma la gente, che non ha molta sensibilità, diceva ad 'Hernanes manca qualcosa'. Questo è quello che non mi piace e a cui penso sempre: io sono sempre a disposizone, ma penso che la posizione in cui mi trovo meglio sia quella in cui ho giocato contro lo Stjarnan. Sono arrivato  cinque volte alla conclusione: è qui che posso rendere al massimo. Mi auguro di fare una grande stagione, e sono speranzoso sul fatto che potremo fare belle cose".