Domani, alle 18.30, suonerà la campanella che annuncia l'inizio della nuova stagione in Serie A, una stagione alla quale l'Inter si presenta da grande favorita visto che sul petto si è appuntata lo scudetto e la coccarda. Alla vigilia del match di San Siro contro il Monza, Cristian Chivu si presenta nella sala conferenze della Pinetina per offrire la sue sensazioni, tra campo e mercato, all'alba della sua seconda annata in nerazzurro. Le sue parole: 

Si riparte dopo un'annata storica, con quale mentalità affronterete la prossima stagione?
"Si riparte da zero, consapevoli che siamo la squadra da battere. Nessuno ci regalerà nulla, cercheremo di essere competitivi, di portare a buon fine le nostre ambizioni". 

Sta pensando a delle modifiche strutturali?
"Voi parlate di numeri, di sorprese, di identità... Io parlo di standard. Negli ultimi anni la squadra ha dimostrato di stare a un certo livello, dobbiamo mantenerlo e magari aggiungere qualcosina in più. Con cattiveria, fame, umiltà e i margini di miglioramento che abbiamo, credo che si possa fare un grande lavoro". 

Il tuo livello di soddisfazione per il mercato.
"Il nostro dovere è quello di migliorare, non stiamo guardando a quello che siamo oggi ma stiamo preparando il futuro. Siccome abbiamo una rosa di qualità, competitiva, partiamo da un buon punto di partenza".

Come sta Lautaro? Incedibile per l'Inter, nonostante le voci da Barcellona...
"Il mercato è sempre così, in questo periodo escono delle notizie. Ci fa piacere che si parli di certi giocatori perché vuol dire che sono riconosciuti come grandi giocatori nel mondo. Lautaro oggi è il nostro capitano, campione del mondo nel 2022, finalista qualche mese fa. E' un grande giocatore, noi ce lo teniamo stretto perché rappresenta quello che siamo stati e vogliamo essere nel futuro. Quanto alla sua condizione, è partito un po' tardi. Domani, alle 18.30, vedremo come starà". 

Guardiola ha detto che quello che dà consistenza a una squadra è il campionato: avete delle priorità in fatto di obiettivi?
"Io non parlo di destinazioni, di trofei. Parlo di quello che siamo oggi, dobbiamo imparare a guardare al presente. Dobbiamo pensare passo dopo passo alle prossime partite. Quello che conta è il Monza, una volta finita penseremo alla prossima. Stradafacendo determineremo dove potremo arrivare. Vogliamo mantenere gli standard degli ultimi anni". 

Lei è sicuro che Lautaro rimarrà all'Inter? Chi temete per lo scudetto?
"Io non temo nulla e non so qua per parlare di mercato. Io sono qua per parlare del Monza e delle ambizioni di questa squadra. Per me Lauti è il capitano, nei prossimi giorni probabilmente si parlerà tanto di lui, è sempre stato così per i giocatori importanti. Io me lo tengo stretto, credo che rimarrà a lungo perché è il giocatore sul quale vogliamo costruire qualcosa di importante anche per il futuro. Però il mercato è sempre bastardo, quindi io una risposta a questa domanda non la do. Io voglio che resti".

Chi temete?
"Nessuno. Si parla spesso di ambizioni, tutti partiamo da zero. E' il campionato che determina il valore reale, a me interessa l'Inter, la nostra crescita. Non dobbiamo accontentarci di ciò che abbiamo fatto. Dovremo trovare stimoli nuovi per crescere". 

Come è cambiato il tuo approccio a livello umano?
"Io sono lo stesso, tra mille dubbi e incertezze e tanta consapevolezza. Ho tanta responsabilità da gestire, mi sento sempre quello responsabile di aver preso in prestito una squadra da preparare al meglio. La vivo così, non ho bisogno del consenso di nessuno. So chi sono dal punto di vista umano. So che dal punto di vista professionale devo migliorare tanto, non ho paura a dire che non sono perfetto. Non voglio essere perfetto, voglio avere premura per la squadra. Ho una responsabilità verso tutti quelli che amano l'Inter".

Ha sentito Jones prima del suo arrivo?
"Devo parlare di cose che faccio in privato? Non mi va. Un allenatore, quando vuole un giocatore, si permette di parlargli. Io nego di averlo fatto, anche se non dovrebbe essere un grande segreto. A me fa piacere che Jones sia qua con noi, mi fa piacere che abbiamo la possibilità di mettere dentro un giocatore con determinate caratteristiche che ci servono. Ha dato piena disponibilità nel venire a giocare per noi, questo vale per Spence e Stones. Si rendono conto dell'importanza di questa società, del valore che questa squadra ha raggiunto negli anni. Sono certo che aggiunti alla rosa, riusciremo ad alzare il livello. Avremo un gruppo competitivo".

Spence cosa può dare di diverso rispetto a Dumfries?
"Non faccio paragoni, non è giusto. Quello che conta è che noi abbiamo scelto lui a livello di caratteristiche. Lui ha margini di miglioramenti, sa che è capitato in un gruppo con dei valori, un gruppo che vuole dominare ancora".

Un anno fa attorno a questa squadra c'erano dubbi, ora siete strafavoriti.
"C'è una grossa differenza tra le percezione che c'è fuori e ciò che c'è dentro lo spogliatoio. In un anno non possono essere cambiate le cose: non eravamo un gruppo finito, ora non dobbiamo dominare. Noi siamo gli stessi, i nostri valori non sono cambiati. Abbiamo aggiunto qualche tassello, cercando di superare le difficoltà. Una stagione è sempre fatta di alti e bassi, ciò che conta è come reagisci. Magari è cambiato qualcosa dal punto di vista morale e mentale, ma io non mettevo in dubbio nulla neanche nei mesi scorsi. Potevamo fare meglio in Champions, lo sappiamo. Ho trovato una squadra motivata, che vuole lavorare tanto. Hanno senso di appartenenza e lo trasferiscono ai nuovi".

Aveva parlato di 'pazza idea' Diouf come esterno: come la vede ora? E Pavard?
"Andy ha margini di miglioramento, deve calarsi nelle idee dell'allenatore. Se andiamo a cercare il pelo nell'uovo, a cercare gli errori, li troviamo sempre. Ma succederebbe anche con giocatori con più esperienze e un pelino più evoluti. A noi interessa l'energia, l'intensità e la soluzione in più che abbiamo in quel ruolo. Sono contento di vedere una buona reazione in entrambe le fasi. Di errori ne farà, come tutti. Quanto a Pavard, sta facendo un grande lavoro, si è messo a disposizione dle gruppo. Ha avuto la possibilità di giocare gare di livello in tournée. Non devo dire quello che vale Pavard, non ha niente da dimostrare. Fa parte di un reparto evoluto". 

Le nuove regole arbitrali le piacciono?
"Mi fate parlare di arbitri quando dico da un anno che non voglio parlarne. Per me tutto ciò che è innovativo va bene, fino a prova contraria. Si fa di tutto per dare ritmo alle partite noiose, in cui si perde tanto tempo. Parlando delle regole, abbiamo fatto gli incontri con gli addetti agli arbitri per parlare del tempo effettivo di gioco. Il massimo raggiunto è 62', la media è 55-58 minuti. Auguro agli arbitri una stagione serena, in bocca al lupo a tutti". 

C'è una riflessione su Stankovic in chiave mercato?
"Io non posso parlare dei singoli giocatori, conoscete la mia opinione su Ale. So che è parte del gruppo FC Internazionale e se la gioca con gli altri per guadagnare minuti importanti. Non posso confermare né smentire le voci che vengono da fuori".

Zenga ha detto che non vede un portiere 'internazionale' in rosa.
"Voi parlate di titolari, io di standard. Vale per tutti i ruoli. Se non abbiamo internazionalità, bisogna fare del nostro meglio per farli diventare internazionali". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 14:55
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
vedi letture
Mattia Zangari
autore
Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.