Sesta giornata di Champions League per l'Inter, che domani affronterà il Liverpool di Slot. Dopo Marcus Thuram, è il momento dell'analisi di Cristian Chivu dalla sala stampa del BPER Center. Di seguito le parole dell'allenatore nerazzurro: "Il Liverpool fa dell'intensità il suo motto, portata da Klopp e che Slot sta cercando di mantenere riuscendoci, visto che ha vinto la Premier. Quest'anno hanno cominciato bene, poi hanno avuto difficoltà ma è una squadra costruita per questo tipo di partite. Sono tra i più blasonati e titolati a livello mondiale, sappiamo cosa portano in campo e del valore collettivo di questa squadra. Vogliamo fare come loro, ma loro hanno una storia e una cultura, nascono così. E per come vivono il calcio in Inghilterra è diverso dall'Italia, non dico sia meglio o peggio, ma è diverso l'approccio a tutto ciò che è il calcio".
È replicabile la pressione altissima esercitata col Como?
"È tutto replicabile. Ma dipende dalla partita, dall'avversario, dalle nostre energie. Perché dipende tutto dalle energie che porti e non è facile mantenere quell'atteggiamento giocando ogni tre giorni. Non è una scusa, un dato di fatto. Quindi bisogna saper imparare a capire i momenti, capire quando si può fare e quando bisogna rifiatare perché anche la pressione va fatta senza perdere equilibrio ed evitare di esporsi. Dipende da tante cose, stiamo cercando di dare questa mentalità alla squadra, a tratti lo fanno bene, altre volte capisco pure io che bisogna abbassarsi. Marcus sa ad esempio che non è semplice, quindi bisogna trovare sempre il giusto compromesso per non essere puniti".
Squadre come il Liverpool sono paradossalmente più adatte al vostro gioco?
"Si vedrà domani. A parole o sulla lavagna o sui video è tutto facile. Il problema poi è che in campo va dato rinforzo a ciò che è facile dire a parole. Sappiamo tutti dell'intensità del Liverpool, della qualità che hanno, sia individuale che collettiva. Ma anche noi sappiamo cosa possiamo fare, abbiamo tenuto alta la bandiera dell'Italia nell'Europa e fatto parlare di noi perché non si raggiungono tre finali europee in poco tempo così dal nulla. E questo andrebbe esaltato. Qualche merito a questa squadra bisogna darlo a prescindere poi da ciò che è stato il risultato finale".
Sembra improbabile che Salah giochi, è un vantaggio per voi?
"Sappiamo cosa rappresenta Salah per il calcio mondiale e cosa ha dato al calcio. Non è una mia preoccupazione, ci sono giocatori che possono sostituirlo e il livello rimarrà alto. Il Liverpool è un grande collettivo, non bisogna parlare di individui. Hanno tanta qualità".
Su Akanji e Acerbi:
"Manu oggi non si è allenato perché non stava bene. Domani vedremo. Ace? È il difensore con più minuti, o forse ha gli stessi minuti di Bastoni e Akanji. Bisseck ha iniziato a far vedere ciò che cercavamo e ultimamente ha giocato un po' di più. In base a ciò che vedo e all'aiuto che possono dare alla squadra faccio le scelte, Acerbi ha dimostrato che può giocare tranquillamente ogni tre giorni. Per come si allena e per come è strutturato, recupera molto in fretta, potrebbe giocare serenamente ogni tre giorni".
È cambiato qualcosa sui calci piazzati? È più una zona mista?
"Lo era anche prima della polemica che avete fatto dopo l'Atletico".
Su Dumfries e Darmian:
"Sono ancora fuori non so per quanto. Non so dirvi onestamente. Migliorano, Matteo a breve comincerà il programma riabilitativo di condizionamento e Denzel sta facendo qualcosa in palestra senza mettere troppo peso sulla caviglia. Cammina senza dolore, ma secondo me ci vorrà ancora tempo".
Quanto sarebbe importante evitare i play off?
"Credo sia l'obiettivo di tutti. Se poi dovremo farli, li faremo. Stiamo lavorando un po' su tutto al momento, stiamo cercando di dare minuti a tutti facendo le nostre rotazioni per cercare di mettere tutti in condizione e fiducia che ci permetterebbero di fare, nel caso, due partite in più".
Una vittoria col Liverpool cancellerebbe definitivamente le scorie del finale di stagione dell'anno scorso?
"Questa secondo me è una bella domanda. È difficile da valutare tutto ciò che loro hanno dentro. Quello che so io e che do per certo è il lavoro e l'impegno che mettono i ragazzi tutti i giorni per essere competitivi questa stagione. Perché quello che è accaduto l'anno scorso è andato, bisogna accettarlo a schiena dritta e testa alta per avere una nuova stagione in cui bisogna alzare il livello e fare di tutto per restare competitivi. Non so se una vittoria ti può dare qualcosa e una sconfitta può toglierti, so che dopo una sconfitta abbiamo sempre reagito e che nel quotidiano lavoriamo molto per superare certi momenti, migliorare e diventare sempre più forti. Non è semplice neanche per loro che hanno avuto cambiamenti importanti, con un allenatore nuovo che chiede cose in più dopo aver passato quattro anni con un allenatore diverso che ha fatto grandi cose. Loro ci tengono a fare una bella stagione".
Quest'anno abbiamo visto varie cose, siete diventati molto più dinamici. È perché i ragazzi si fidano totalmente di lei che si dice contento di allenarli?
"Io sono contento per ciò che fanno i ragazzi. Io non costruisco muri intorno a me, ma ponti perché ti aprono gli orizzonti. Ho la fortuna di avere giocatori che apprezzano questo comportamento, a volte magari sono confusi ma il caos a volte ti fa pensare di più e ti responsabilizza, ma non credo di averne creato più di tanto. A me fa piacere la loro disponibilità e sono convinto che se chiedo a Marcus di fare il centrocampista lo fa senza problemi (Thuram annuisce, ndr), così come i nuovi che magari avrebbero avuto più difficoltà in altre situazioni ma mi hanno dato totale disponibilità e lo hanno anche fatto vedere in campo. Cose che magari per voi non sono belle, ma sono compatibili col lavoro della squadra cercando di dare il proprio contributo alla causa, mettendosi a disposizione del gruppo. Nonostante la difficoltà danno sempre il massimo per la squadra".
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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