All'Optus Stadium di Perth il derby di Milano si conclude in parità, 1-1. L'Inter legittima il vantaggio firmato da Federico Dimarco con un buon finale di primo tempo e un ottimo avvio di ripresa, poi è un rigore a dir poco generoso concesso al Milan a permettere a Christopher Nkunku di pareggiare al minuto 84. Non mancano comunque le indicazioni positive per Cristian Chivu. Intanto, ecco chi ha fatto meglio degli altri e chi invece non è riuscito a esprimersi come avrebbe potuto.

UP

YANN BISSECK - Riproposto al centro della difesa per assenza di alternative, conferma con i fatti quello che ha dichiarato a parole nei giorni scorsi: non importa la posizione, conta poter dare il proprio contributo. Scampato il rischio infortunio alla caviglia dopo 7 minuti, torna in campo e mette parecchie pezze a qualche buco difensivo, sacrificando anche un cartellino giallo su Chukwueze. Tatticamente prezioso: l'Inter guadagna campo perché lui riesce a mantenere alto il baricentro, controllando facilmente Camarda. Attento nei rientri anche dopo l'ingresso del più insidioso Rafa Leao. Avere un orizzonte così ampio davanti non è semplice, ma si sta adattando. Esce infortunato proprio allo scadere, qui bisogna incrociare le dita.

NICOLO' BARELLA - Che non sia al meglio della sua condizione atletica è lapalissiano, sarebbe impensabile il contrario. All'inizio soffre anche l'affollamento in mediana dove il Milan chiude gli spazi e pressa in modo intelligente. Con il trascorrere dei minuti però inizia a macinare il suo gioco cercando di innescare azioni pericolose nella metà campo rossonera e trovandosi con costanza con Andy Diouf sul centro destra. Al di là dell'assist perfetto per Federico Dimarco, va apprezzato lo spirito che getta nella mischia: il derby è sempre il derby.

PIOTR ZIELINSKI - Primo tempo un po' in difficoltà, gli spazi sono pochi e il movimento intorno anche meno. Però con le sue finte dà l'idea di sapere sempre qual è la giocata migliore da fare in quel momento. Nella ripresa, da regista, sale in cattedra e inizia a far girare il pallone con fluidità e qualità, verticalizzando con precisione millimetrica e mantenendo il possesso senza la minima esitazione.

FEDERICO DIMARCO - Come molti suoi compagni fa fatica nella fase iniziale, perché il Milan concede poca profondità e Chukwueze sembra in giornata positiva, al punto che sganciarsi troppo non sarebbe consigliabile. Quando l'Inter inizia a guadagnare metri, l'esterno si trova a proprio agio e a nei primi 15 minuti del secondo tempo è un fattore, con spinta costante, cross puntuali e la rete del vantaggio con un ottimo taglio. Bene a livello aerobico, tiene il campo per oltre 80 minuti.

DOWN

PIO ESPOSITO - Qualche progresso rispetto alla prestazione anonima contro il Manchester City, anche se al fianco dell'inesperto Iddrissou, da punto di riferimento offensivo e con una squadra che per gran parte del primo tempo sale poco per lui la vita è complicata. I centrali rossoneri non vanno per il sottile, anche ricevere e girarsi diventa quasi un'impresa. Ovviamente l'abnegazione è la solita, se c'è da prendersi a spallate non si tira mai indietro, però offensivamente si vede poco (zampata nel finale del primo tempo) o nulla. Giusto ribadire: a lui serve più tempo per trovare la miglior forma fisica.

JAMAL IDDRISSOU - Chiaramente bisogna tarare l'impegno con il suo livello, parliamo pur sempre di un ragazzo di 18 anni alle prime vere esperienze con gli adulti. E anche prestazioni così complicate non possono che fargli bene nel suo percorso di crescita. Contro Matteo Gabbia e Stahinja Pavlovic a muso duro sarebbe difficile per chiunque trovare luce e inevitabilmente la sua prestazione ne risente. Poco presente, oltre al pressing e all'evidente impegno fatica a sviluppare giocate degne di nota.

Sezione: Focus / Data: Mer 05 agosto 2026 alle 15:51
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.