Un'altra amara sconfitta per l'Inter U23, la seconda consecutiva dopo la debacle in casa dell'AZ Picerno. A rendere amaro il pomeriggio dei giovani nerazzurri stavolta è la Casertana, vittoriosa per 2-3 in occasione della 4ª giornata del girone C di Serie C. Dopo un primo tempo tendenzialmente equilibrato ma povero di azioni memorabili, fatta eccezione per il palo colpito dall'interista Fumagalli e per il gol allo scadere della prima frazione del casertano Henin, la sfida si accende nella seconda metà di gara e vede i milanesi trovare il provvisorio pari grazie all'autorete proprio di Henin per poi svoltare a sfavore dei ragazzi di Vecchi che crollano sotto i colpi inferti da Castelli e Manconi. Inutile il colpo da bilardio in chiusura di Mosconi, alla prima rete su azione in campionato (le prime due erano arrivate entrambe dal dischetto). Gara giocata tendenzialmente alla pari dalle due squadre, ma alla fine sorridono i campani. 

Melgrati e la difesa da rivedere 

Partendo dalle noti dolenti, il fattore difesa inizia a essere un pattern negativo di queste prime giornate di campionato. Premessa doverosa: il girone C presenta un livello decisamente più elevato rispetto al girone A cui la squadra interista ha partecipato la scorsa stagione e, secondariamente, la maturità calcistica dei giocatori che vi militano è ben lontana dall'essere paragobabile al raggruppamento del Nord Italia. Detto questo, va evidenziato come alcuni aspetti dell'organizzazione difensiva necessitino di una revisione. Troppe volte, infatti, i singoli difensori nerazzurri sono stati pizzicati a essere sorpresi dai guizzi degli avversari per mala lettura dei movimenti e dei cross o, semplicemente, per un non corretto utilizzo delle marcature. Limitandosi alla lettura degli episodi odierni, risulta troppo evidente la collettiva incomprensione a livello di marcatura a uomo del reparto arretrato in occasione della rete di Henin, infilatosi in mezzo ai poco reattivi Stante e Donato (oggi esordiente tra i professionisti). Nell'occasione non è esente da colpe nemmeno Melgrati, rimasto inchiodato sulla linea di porta pur a fronte di un cross potenzialmente leggibile e neutralizzabile sia per potenza che per tempistiche di intervento. Grave errore di valutazione da parte dell'estremo difensore anche in occasione della rete di Manconi, andato in rete con un simil cross partorito a pochi centimetri dalla linea di fondo e infilatosi in rete per via dello scorretto posizionamento del classe 1994, rimasto troppo vicino al primo palo e ormai con pochi margini per arretrare e tentare di rimediare all'errore in partenza.   

Mosconi ha colpi grossi 

Rovesciando la medaglia, non si può fare a meno di notare come il talento in questa squadra vi sia eccome. In tal senso, pur senza togliere meriti ai promettenti Marello, Bovio e via dicendo, a emettere i principali bagliori in questo momento è Mosconi. Il classe 2007, pur a fronte di un'ancora evidente "immaturità" calcistica che possa permettergli di essere un fattore costantemente positivo nel corso delle partite disputate, dimostra di avere il potenziale per sfoggiare colpi da maestro anche da un momento all'altro nel corso del match. Pur a fronte di una prestazione tendenzialmente incolore per buona parte dell'incontro di oggi, l'improvviso lampo - purtroppo inutile - in chiusura di partita è un autentico colpo di classe che racchiude elementi cruciali quali lo stop in corsa, la capacità di ripulire il pallone, di cambiare rapidamente passo e di feeling con la conclusione. Forte anche delle comparsate estemporanee in prima squadra, la sensazione è che la punta di Sondrio possa concretamente diventare una costante positiva di questo progetto. I numeri, al momento, parlano chiaro: tre reti su quattro presenze in campionato. Ci sono ampi margini di crescita. Molto ampi. 

Sezione: Focus / Data: Sab 12 settembre 2026 alle 18:05
Autore: Carlo Gamba
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