Lo scudetto è ancora sul petto, ma il Napoli la corona di campione d’Italia l’ha già persa otto giorni prima del suo viaggio a San Siro che assomiglia molto da vicino a un passaggio di consegne. Ad aspettarlo c’è l’Inter, la squadra che ha rovesciato Ancien Régime con una rivoluzione impetuosa che trova la sua spiegazione in un numero: 31, ovvero i punti rifilati dopo 28 turni di campionato ai partenopei. Un gap che neanche la dolorosa e precoce eliminazione dalla Champions League per mano dell'Atletico Madrid può cancellare, almeno a vedere i fuochi d'artificio sparati nel cielo di Milano che hanno caratterizzato l'accoglienza dei tifosi a Lautaro e compagni prima della partita. Il benvenuto degli ospiti ai padroni di casa è meno affettuoso e si traduce in un'imbucata in area di Anguissa a Raspadori, che mette in mezzo un tiro-cross sul quale Matteo Darmian fa buona guardia. Nulla di fatto, come sul capovolgimento di fronte: Di Lorenzo dà una palla in orizzontale illogica che diventa ghiotta per Mkhitaryan, il cui filtrante non viene sfruttato a dovere da Thuram, murato da Juan Jesus. Che si ripete al 12', questa volta salvando un gol fatto di capitan Lautaro, che con gli occhi iniettati di sangue era andato a conquistarsi il pallone a metà campo avviando l'azione con il copyright inzaghiano.

Da lì l'Inter prende definitivamente in mano la partita, cominciando ad esondare sulla fascia sinistra: Thuram mette per Darmian, che in tuffo si vede respingere il colpo di testa da Meret, reattivo anche sul tap-in centrale del Toro. Il martellamento prosegue, accompagnato dal coro della Nord 'forza Inter facci un gol': arrivano due verticalizzazioni in una manciata di minuti, la prima cancellata da un offside, la seconda resa nulla dalla rifinitura sbagliata di Dimarco. Il canovaccio è quello: palla a scavalcare la linea con Thuram che si butta nello spazio vuoto alle spalle dei centrali, ma spesso finisce nella trappola del fuorigioco. Il primo tempo scivola via senza azioni da annotare, fino al 43', quando scocca il minuto del vantaggio interista: tutto parte da un rinvio di Sommer che sorvola la testa di Thuram e viene ben gestito da Toro, poi l'azione si sviluppa sulla destra per confluire a sinistra, da dove Bastoni offre l'opportunità di calciare un rigore in movimento a Matteo Darmian. L'uomo dai gol pesanti, il marcatore che non ti aspetti. Nel recupero, l'Inter avrebbe la situazione per raddoppiare in contropiede dopo uno sviluppo da corner azzurro, ma il passaggio di Barella è troppo pigro e non manda in porta Dimarco. 

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Sezione: Focus / Data: Dom 17 marzo 2024 alle 21:35 / Fonte: dall'inviato a San Siro
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.