Intervistato in esclusiva da Flashscore, Fredy Guarin ha ripensato alla sua esperienza all'Inter, club in cui approdò nel 2012, in anni avari di soddisfazioni dopo gli anni d'oro dei cicli di Roberto Mancini e José Mourinho: "C'era una fase di ricambio generazionale, con giocatori ormai a fine carriera, e io sono dovuto entrare da giovane e mettermi in mostra, perché ero in prestito con diritto di riscatto e dovevo guadagnarmi il posto. È stato un legame immediato quello che ho avuto con il calcio italiano", il ricordo del colombiano. 

Il riferimento nello spogliatoio era sempre lo stesso: Javier Zanetti. Figura che Guarin inquadra così: "È stata un’esperienza unica, Javier era il mio compagno di stanza e il mio capitano, ho grandi ricordi di lui. Chi non sa interpretare Javier non capisce l’Inter. Non ti dice cosa fare, ti insegna con l’esempio, come persona e come calciatore. È stato un leader sia dentro che fuori dal campo, e sì, è un leader silenzioso".

Il discorso sul passato nerazzurro di Guarin, infine, si esaurisce con il racconto del legame con Mauro Icardi e Diego Milito, i bomber argentini che furono i simboli dei rispettivi periodi: ""Ho ricordi molto belli di Mauro, abbiamo un ottimo rapporto e a volte ci sentiamo. Mauro è una macchina da gol, ha una mentalità completamente diversa. Può avere mille problemi, ma quando entra in campo li risolve. È sempre stato un goleador e Scarpa d’Oro nei club in cui ha giocato. Quanto a Diego - ha concluso Guarin - ho avuto la fortuna di godermelo nei suoi ultimi anni. La sua mentalità e la sua naturalezza erano qualcosa di speciale, era il bomber storico di quella Champions e del calcio argentino. Averlo lì, anche vicino al ritiro, insegnava molto e si allenava come se fosse agli inizi".

Sezione: Copertina / Data: Ven 10 luglio 2026 alle 16:03
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
vedi letture
Mattia Zangari
autore
Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.