"Dobbiamo guardare a noi stessi" è il primo comandamento enunciato da Cristian Chivu a pochi minuti da Genoa-Inter, dopo un pomeriggio di Serie A in cui Milan e Napoli hanno fatto un punto in due frenando la loro corsa in classifica. Antonio Conte è rimasto dove era, complice il crollo di Udine, mentre la squadra di Max Allegri si è mossa di appena una casella per effetto del 2-2 col Sassuolo, lasciando la quota in vetta a 32 punti. Una cima attaccabile dai nerazzurri che allo stadio 'Luigi Ferraris' scendono in campo per dare un segnale soprattutto a se stessi a cinque giorni dal ko col Liverpool in Champions che ha provocato rabbia per i noti motivi per cui è maturato. A proposito di furia, il Grifone la mette soprattutto nei primissimi minuti creando disagio alle spalle della linea guidata da Manuel Akanji. Dopo 3', Lorenzo Colombo attacca bene la profondità ma non è accurato nell'ultimo passaggio per Vitinha. Un errore che si aggiunge poco più in là a quello decisamente più vistoso di Nicola Leali: il portiere rossoblu battezza il tiro di Yann Bisseck come un cross e si fa sorprendere in maniera incredibile sul suo palo. Ospiti avanti col minimo sforzo dopo sei giri d'orologio; quando il cronometro segna il 13', Carlos Augusto, in terzo tempo, schiaccia di testa a lato il pallone scodellato in area da Luis Henrique. Il tema tattico non cambia e provoca lo sbadiglio in panchina dell'ex Valentin Carboni: gli uomini di Daniele De Rossi, pur applicando abbastanza bene i principi del loro giovane tecnico, peccano a livello tecnico buttando all'aria le varie azioni costruite con fatica per trovare l'ampiezza. In questa situazione ci sguazza l'Inter che alza il suo indice di pericolosità gestendo il pallone a suo piacimento: la doppia chance per il 2-0 arriva tra 20' e 21', quando prima Akanji non riesce a uscire vincitore da una situazione in area sugli sviluppi di un corner e poi Lautaro conclude troppo centralmente da posizione privilegiata. Prosegue il momento positivo dell'Inter che manda al tiro ancora una volta Carlos Augusto che calcia direttamente in gradinata, proprio dove sventola una bandiera del Brasile, sua Paese natale. I padroni di casa provano a farsi rivedere con un fuoriprogramma innescato dalla giocata automatizzata per stressare la linea difensiva nerazzurra: Vitinha imbuca per Colombo, il cui movimento viene assorbito bene da Bisseck. Dall'altro lato, sempre spalle alla porta, fa meglio Francesco Pio Esposito che, nel corpo a corpo con Sebastian Otoa, difende il pallone come da manuale prima di sbattere contro l'uscita tempestiva di Leali. Due a zero solo rimandato: al 38', il cambio di scena di Nicolò Barella apre le porte alla discesa sulla sinistra di Carlos Augusto, sublimata in gol da una giocata di pura forza di Lautaro che, a suon di sportellate, è bravo a conquistarsi lo spazio per sfondare la porta non lasciando scampo a Leali. E' il punto esclamativo su un primo tempo condotto in lungo e in largo dall'Inter, brava a spegnere sul nascere il fuoco genoano prima di far valere una superiorità tecnico-tattica evidente.
SECONDO TEMPO -
La ripresa parte senza novità di formazione e nel gioco: al 47', l'Inter, complice un pasticcio in area tra Ruslan Malinovskyi e Alessandro Marcandalli, sfiora il tris con Lautaro. Segnali di vita dal Genoa non ne arrivano, quindi De Rossi prova a smuovere qualcosa mandando in campo Caleb Ekuban per Colombo. L'effetto sperato da DDR arriva dieci minuti dopo, senza preavviso visto che era stata l'Inter a tenere sempre il pallino: su un lancio lungo partito dalle retrovie, letto male da Akanji e Bastoni, Vitinha fa tutto bene, portandosi avanti la palla col tacco prima di entrare in area, saltare secco Sommer e depositare la palla nel sacco. Con il punteggio tornato di nuovo in bilico, Chivu pesca dalla panchina per dare freschezza ai suoi: Henrikh Mkhitaryan e Marcus Thuram per Petar Sucic e Pio Esposito. La contromossa di De Rossi arriva subito dopo: Ekhator e Albert Gronbaek per ampliare il potenziale offensivo alla ricerca del 2-2. Insperato fino a poco prima, ma il calcio è anche questione di momenti. E lo si capisce dalla sostituzione conservativa di Chivu all'83esimo: Andy Diouf prende il posto di Lautaro mentre la partita viene interrotta per i fumogeni che colorano di rosso lo spazio alle spalle di Leali. Alla ripresa dopo la breve pausa, Thuram minaccia due volte la porta rossoblu ma portando a casa un nulla di fatto. Quando il conto alla rovescia verso il triplice fischio è partito, De Rossi tenta il tutto per tutto inserendo Maxwel Cornet e Valentin Carboni mentre Chivu aggiunge un difensore, De Vrij, per Zielinski. La girandola di cambi non fa cambiare il risultato: finisce 2-1 per l'Inter che torna a vincere in casa del Genoa dopo cinque anni. E dice 33, come i punti che ha in classifica dopo 15 giornate di campionato.
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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