Conclusa la prima parte di stagione europea con i tre punti ottenuti in casa del Borussia Dortmund, l'Inter di Chivu torna all'altrettanto importante, grande, e ben più lunga corsa allo scudetto. Lo fa ripartendo dalla trasferta in casa della Cremonese, dove i vicecampioni d'Italia si presentano con il solito remix di uomini tra artiglieria pesante e facce insolite. Un frullato perfetto che permette al tecnico romeno e al suo staff di far rifiatare alcuni dei giocatori impiegati a Dortmund senza togliere qualità ad una squadra che ha ormai sintetizzato il turnover come tratto distintivo del corredo genetico che la compone. Torna Bastoni dietro, ma soprattutto Pio Esposito davanti: l'attaccante classe 2005, al momento in formissima, riceve ancora un'investitura di fiducia da parte del suo mentore, e ancora una volta con tanto di ragione.

PRIMO TEMPO

Il primo guizzo è proprio di Esposito all'ottavo minuto che tenta il primo tiro verso la porta dell'ex nerazzurro, Emil Audero, sicuro nella presa. È ancora il 94 di Chivu che scuote i nerazzurri, servendo il capitano che tiene viva l'azione con il supporto di Sucic, ma la difesa di casa riesce a liberare l'area da un pericolo sempre in agguato con il gigante lì davanti. Da un potenziale fenomeno ad uno acclarato e dall'altro lato del campo è Jamie Vardy che si trova improvvisamente a tu per tu con Bisseck che riesce però a schermare l'ex Leicester. Ancora Lautaro spaventa i tifosi casalinghi, ma solo fino al tiro quando calcia senza inquadrare lo specchio della porta. Qualche minuto dopo, il pressing della squadra ospite porta al primo grande frutto: baricentro alto e spinta in avanti con aggressività e insistenza che portano i nerazzurri a raccogliere un corner. Dalla bandierina va Dimarco, un uomo una garanzia, come da copione il 32 interista è l'usato garantito dei suoi ed è proprio il lancio dalla bandierina del figlio della Nord a indicare la via del vantaggio che capitan Lautaro, senza esitare, firma. Torre su tutti e schiacciata che non lascia scampo all'ex compagno Audero: 1-0 Inter e felicitacion por Nina da parte di papà che esibisce tanto di maglia dedicata alla figlioletta che oggi compie cinque anni. La 'novità' però non è la rete dell'argentino, quanto, considerate le ultime topiche delle quali purtroppo è stato protagonista, l'uscita pulita, funzionale e persino funzionante di Yann Sommer su Vardy, lanciato in contropiede solo verso la porta nerazzurra. L'altro punto chiave del match arriva una quindicina di minuti dopo il gol del capitano: sempre su iniziativa del 10 nerazzurro che protegge palla come meglio non poteva, favorendo Luis Henrique che serve Zielinski e permette al polacco di estrarre il coniglio dal cilidro. Magia dell'ex Napoli che quest'anno sparge scintillii anche alla corte di Chivu dopo l'anno opaco sotto l'egida di Inzaghi: siluro dalla distanza che non lascia scampo all'italoindonesiano e doppio vantaggio per i nerazzurri. Nel finale c'è spazio per un brivido su tentativo di Bonazzoli, che trova però ancora un attento Sommer che tiene al sicuro la porta dell'Inter e manda i compagni all'intervallo in totale serenità.

SECONDO TEMPO 

La ripresa inizia con un copione pressoché analogo a quello sciorinato nel primo tempo, almeno fino al 49esimo quando a prendersi la scena è la Curva Nord, attrice protagonista in uno sketch che finisce con l'essere un corto riuscito pure male, ma abbastanza per essere deplorevole: petardo lanciato nelle zone di Audero che viene colpito, seppur di striscio, e rimane a terra. L'arbitro interrompe, giustamente il gioco, Lautaro va a parlare coi sostenitori nerazzurri nel settore ospiti, e dopo essersi sincerato delle condizioni del portiere cremonese e qualche breve minuto d'interruzione Massa fa riprendere il gioco scongiurando il peggio. La gara può riprendere ma il ritmo è stato spezzato e l'animo di tifosi e giocatori di casa si scalda. Sommer viene impegnato da Zerbin, Bisseck viene atterrato fallosamente da Ceccherini che finisce, per primo, sul taccuino del direttore di gara che ammonisce anche Baschirotto poco più di dieci minuti dopo. Nel frattempo Chivu mischia le prime carte e inserisce Mkhitaryan, Darmian e Thuram al posto di Frattesi, Luis Henrique e Pio Esposito, stranamente non luccicante. Torna dunque finalmente Matteo Darmian, lontano dal campo da metà ottobre: una buona notizia per i nerazzurri, in riserva sul lato destro. La ThuLa non riesce a trovare la via della rete e, con la complicità di Chivu che poco dopo rileva Lautaro dal campo, resta ancora intrappolata nel suo tabù. Altra forza nuova in attacco con Bonny al posto del capitano che però non porta i frutti sperati dal tecnico nerazzurro che si ritrova a sbracciarsi sul tentativo dei padroni di casa di suggestionare la difesa dei nerazzurri: palo di Zerbin dalla distanza e flipper successivo che dà vita ad una carambolata azione che fa rabbrividire i nerazzurri e indemoniare Chivu, che in maniera previdente aveva, qualche secondo prima, richiamato a gran voce i suoi. Pericolo scampato anche del sospetto di qualche tocco di mano che il breve check del VAR scongiura, ma l'inerzia è dalla parte della squadra di Nicola che ora sembra rivitalizzata e tutta all'attacco nel disperato tentativo di regalare un'esultanza ai suoi. I tentativi però restano illusori: l'Inter perde sì verve ma si accontenta di gestire il risultato e porta a casa altri tre fondamentali punti, torna a +6 dal Milan (in campo martedì prossimo) e +9 dal Napoli e continua la sua marcia in solitaria a debita distanza. 

Sezione: Focus / Data: Dom 01 febbraio 2026 alle 20:05
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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