Christian Eriksen al centro del campo e del gioco dell'Inter. Era solo una questione di tempo perché questo accadesse: sono serviti i passi indietro - e la presa di coscienza - sia di Antonio Conte che del danese, che sommati ai giusti fattori esterni hanno creato la situazione ideale per il rilancio nerazzurro dell'ex fantasista del Tottenham che per anni ha illuminato la Premier League e che ora si sta pian piano ambientando anche in Serie A. 

Christian è un ragazzo per bene, "forse anche troppo" aveva catechizzato lo stesso Conte tempo fa in diretta televisiva, spronando il classe '92 a tirar fuori la giusta cattiveria agonistica ritenuta essenziale per strappare spazio e minuti. Rispetto alla prima parte di stagione, con l'arrivo del 2021 Eriksen ha sfruttato la giusta occasione portando il destino dalla sua parte. Il pallone della rivoluzione è stato quello calciato a San Siro la sera del 26 gennaio, quando ha deciso di purgare il Milan con il gioiello da calcio da fermo che ha spedito l'Inter in semifinale di Coppa Italia in uno dei derby più tesi della storia di Milano. In quel caso era entrato in campo in corsa, negli ultimi minuti di gara, come spesso capitava in passato. 

Nell'ultimo derby, quello che ha visto l'Inter dominare il Diavolo e allungare prepotentemente in vetta alla classifica, il biondo di Middelfart è invece partito dal 1', complici le prestazioni in crescendo e le non perfette condizioni fisiche di Arturo Vidal. Segno che qualcosa è cambiato. E la risposta è stata positiva, come già era accaduto contro la Lazio o nelle precedenti recite da vice-Brozovic: anche se non brilla in tutto il suo splendore, la stella danese riesce comunque a garantire qualità e fluidità nel giro palla, aumentando il tasso di inventiva e la capacità dell'armata di Conte di ragionare in verticale quando c'è da pungere e in orizzontale quando la priorità è respirare. 

Adesso che anche Vidal è tornato abile e arruolabile dopo aver superato gli acciacchi fisici, chi sarà la prima scelta di Conte come mezzala sinistra? Nella mediana ideale disegnata dall’ex ct della Nazionale sono intoccabili sia il dinamismo di Barella che la personalità di Brozovic, mentre alla sinistra del croato è ora ufficialmente aperta la concorrenza tra Eriksen e il fedelissimo di Conte. Due giocatori diversi, se non diametralmente opposti: con il primo in campo l'Inter guadagna qualità, con il secondo quantità; il danese è genialità e testa, il cileno è grinta e polmoni; l'ex Spurs si dedica più alla fase offensiva e può risolvere una partita con una giocata d'alta scuola, l’ex Barça si trova più a suo agio in quella di interdizione e nel tackle al servizio del recupero del pallone, pur applicandosi (anche se non come accadeva ai tempi della Juventus o del Bayern Monaco) agli inserimenti a fari spenti. 

Eriksen rinasce, Vidal torna a disposizione: chi sceglierà Conte per il delicato impegno casalingo contro un Genoa rivitalizzato dalla solita 'cura Ballardini'? La risposta arriverà intorno alle 14 di domenica, poi il futuro sarà tutto da scrivere. Ma la rivalità sportiva tra un talento cristallino che si sta pian piano scrollando la timidezza di dosso e un guerriero spavaldo che non vede l'ora di tornare a lottare in campo può solo fare bene all’Inter. E all'esigente Conte. 

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Sezione: Editoriale / Data: Sab 27 febbraio 2021 alle 00:00
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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