​"Mi sembra irrispettoso per il Cagliari parlare di asta. L'11 giugno abbiamo raggiunto l'accordo con l'Inter sulla parte fissa, che penso sia la cosa più importante in ogni trattativa, e c'erano solo i bonus da discutere. Però sono 20 giorni che non sentiamo l'Inter, non so se sia più interessata al ragazzo. Nel frattempo è arrivata una proposta della Roma ancora più importante e abbiamo chiuso con loro, siamo soddisfatti". La settimana che si avvia a conclusione è cominciata con le pesanti parole rilasciate in Lega da Tommaso Giulini, presidente del Cagliari che ha provato a mettere in atto una strategia di accerchiamento e pressing nei confronti dell'Inter e dello stesso Nicolò Barella, oggetto del desiderio di Antonio Conte per la mediana nerazzurra della prossima stagione. "Adesso credo sia legittimo che il ragazzo si prenda due giorni per decidere il suo futuro - aveva poi proseguito Giulini -. Lui non è mai stato orientato su nulla e non ha mai avuto accordi con nessuno, si sta prendendo qualche giorno per valutare la nuova situazione. Speriamo che la questione si chiuda". L'intento del numero uno rossoblù era chiaro: smuovere la situazione ed uscire dalla fase di stallo dell'ultimo periodo, spronando Beppe Marotta a formulare un'offerta al rialzo e il ragazzo ad uscire allo scoperto circa la sua volontà, evitando così personali risvolti negativi sulla piazza per una cessione dolorosa e sempre più probabile.

Detto, fatto: attraverso la visita in sede dell'agente Alessandro Beltrami, il talento di Casteddu ha ribadito la sua intenzione di raggiungere il club per cui simpatizza da quando era bambino e che gli ha fatto ammirare le gesta del modello calcistico Dejan Stankovic. A questo si aggiunge il forte richiamo di un tecnico di stampo internazionale come Conte e il fascino di poter calcare il prestigioso palcoscenico della Champions League, con in sottofondo la famosa musichetta intonata dal sempre trascinante San Siro. Sfizi personali che la Roma, come ammesso dallo stesso neo-ds giallorosso Gianluca Petrachi, non può offrire al ragazzo in questo momento storico: "Su Barella sono state dette tante inesattezze - ha evidenziato nella fresca conferenza stampa di presentazione -. Il giocatore era molto contento di venire alla Roma, dopo un accordo precedente tra le due società. Dopo l'addio di Monchi si è persa per strada l'ipotesi di mercato e si è perso tempo. Si è inserita l'Inter, ha fatto la sua proposta al Cagliari e al giocatore. Conte ha chiamato il giocatore, su questo il mister è molto bravo. Non riteneva la Roma al livello dell'Inter, ci sta che abbia scelto la meta della Champions. Non ho mai chiamato Barella, ma ha scelto l'Inter". La Roma si tira fuori, il Cagliari si vede costretto ad interagire con l'Inter. E Marotta, dall'alto della sua esperienza, prende nota, sorride e aspetta. 

Si tratterà con calma (ma non troppa), senza fastidiosi giochini al rialzo e con il coltello dalla parte del manico metaforicamente consegnato nelle mani dell'a.d. nerazzurro dallo stesso Barella, con la sua volontà di unirsi al Biscione. Anche se, stando a quanto filtra dalla Sardegna (fonte L'Unione Sarda), Giulini, che nell'ultimo periodo ama indossare le vesti di abile stratega, avrebbe pronta la contromossa: rinnovo, ingaggio raddoppiato ed inserimento della clausola rescissoria da 50 milioni di euro. Per mettere in tasca una sostanziale mole di cash che il numero uno rossoblu sembra impuntato a voler incassare, senza se e senza ma (o almeno, così pare). Barella, sempre secondo quanto riporta il quotidiano, avrebbe dato un assenso di massima all'eventuale proposta. L'umiltà del ragazzo porta a pensare che non andrebbe mai al muro contro muro con il club che l'ha fatto crescere e l'ha lanciato nel calcio che conta. "Se dovessi andare via non sarà mai per soldi, ma solo per ambizione e se succederà resterò sempre lo stesso" aveva raccontato a SportWeek nell'ottobre del 2018. E l'ambizione, allo stesso tempo, lo porterebbe a prendere il primo volo per Milano e a riempire in fretta e furia l'armadietto di Appiano Gentile. L'Inter attende e lavora ai fianchi con l'agente del classe '97, che si gode le vacanze e si trova ora davanti alla concreta possibilità del definitivo salto di qualità in carriera e al famoso treno che potrebbe passare una volta sola; il Cagliari, dalla sua, tira la corda (sperando non si spezzi) per portare nell'isola la cifra stabilita, a prescindere da tutto, e permettere nel contempo al ragazzo di continuare a sognare in grande dopo quello che ha dato alla Sardegna Arena. Una guerra di strategie, che sembra destinata a durare ancora per qualche giorno e a risolversi a metà strada. E con la certezza che tutto - o quasi - verrà deciso dalla vera ambizione Barella. 

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Sezione: Editoriale / Data: Sab 6 Luglio 2019 alle 00:00
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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