Cidade Invicta. La chiamano così, Oporto. È anche intuibile immaginare perché: non l'ha buttata giù nessuno, né i mori né Napoleone. In questi giorni, si è trasformata nel cuore pulsante per il mercato dell'Inter. D'altronde, abbattere le resistenze di Pinto Da Costa è dura perlomeno quanto lo era stendere al suolo la città. Una bottega carissima, eppure il colpo Fredy Guarin a gennaio è riuscito alla perfezione. Marco Branca si è portato a casa un top player a costi umani. E ci ha preso gusto, perché il filo diretto con Oporto in questi giorni è caldo, caldissimo. I nomi ormai sono noti: Alvaro Pereira e Fernando, Fernando e Alvaro Pereira, metteteli come volete. Non si fa che parlare di loro.

Contatti avviati telefonicamente, in Portogallo per l'Inter stanno lavorando intermediari. La premessa è che trattare col Porto non è mai semplice. Ma l'obiettivo numero uno è Alvaro Pereira, il duttile laterale mancino che serve a Stramaccioni. Per questo, nei giorni scorsi Branca e Ausilio si sono messi in contatto con l'entourage del giocatore. L'apertura c'è stata. E anche molto netta. Il ragazzo ha rotto con il tecnico Vitor Pereira, in un allenamento, nei mesi scorsi. Uno scontro faccia a faccia, Alvaro è tanto bravo in campo quanto duro di carattere. Da qui, l'Inter ha fiutato l'affare e avviato una trattativa concreta che sta andando avanti in queste ore. La proposta ufficiale è da 10 milioni più 1,5 di bonus (in pagamento dilazionato). E il Porto sa che non può scherzare col fuoco. O quantomeno, ha già provato a fare il suo giochino: voci sul Chelsea che finora non ha mosso passi ufficiali, la sponda per dare via all'asta non c'è stata. E allora, tutti attorno a un tavolo per l'ennesima volta con gli intermediari presenti per valutare la proposta nerazzurra.

La situazione attuale è intricata. Il Porto vorrebbe arrivare a 15 milioni di euro per il Palito. Ma non ha il coltello dalla parte del manico, perché il tira e molla ha avuto già effetti disastrosi un anno fa: un emissario del Chelsea arrivò a Oporto con 22 milioni più bonus, solo 8 meno della clausola rescissoria. Da Costa rifiutò. Il prezzo è letteralmente crollato quest'anno per via di una stagione deludente di Pereira. Il Porto ha interesse a vendere, il ragazzo vuole l'Italia e ha già l'intesa con l'Inter per quattro anni e un ingaggio leggermente superiore a quello che percepisce in terra lusitana. Sono ore caldissime, dunque: l'Inter vuole fortemente il giocatore e sa che il Porto non può tirare troppo. Ma a queste cifre, chiudere adesso è difficile. Le parti stanno mediando con gli intermediari che ci lavorano, potrebbe servire un adeguamento della proposta per prendere Pereira. L'Inter, insomma, ci crede e lo vuole. Come sempre, senza follie.

Completamente diversa la situazione di Fernando: il suo agente annuncia che si può fare. Naturale, perché Fernando a Milano verrebbe a piedi. Ma il Porto cede a prezzi umani solo i giocatori che hanno rotto con l'ambiente e sono fuori dai piani, come fu Guarin e come è per Pereira. Fernando invece è tutt'altro capitolo. L'Inter lo ha effettivamente chiesto, ma nonostante le parole di Araujo non regge la possibilità di un prestito con diritto di riscatto. Il Porto fa una valutazione di 20 milioni e non scenderebbe di molto: mister Vitor Pereira punta tutto su O Polvo e il ragazzo non s'impunta per andare via. Intanto, il Porto sa che con i soldi di Pereira e quelli possibili di Joao Moutinho al Tottenham, non avrebbe più necessità di cedere. Solo se l'affare con gli Spurs saltasse potrebbe venire fuori l'idea prestito di Fernando. Ma per ora Da Costa non apre le porte e vuole tanti soldi: per l'Inter, Fernando resta ancora un desiderio lontano. Più facile Gargano, altrettanto intricata la situazione De Jong per motivi d'ingaggio.

Ha parlato a lungo portoghese - ma brasiliano - il mercato in uscita. E gli ultimi sviluppi sono chiari. Handanovic si è fatto male al menisco (all'Udinese mai neanche il minimo problema al menisco stesso: che sfortuna!), ma 20 giorni di stop non cambiano la situazione di Julio Cesar. L'Inter vuole liberarsene e preferisce i soldi agli scambi. Il Tottenham ha inviato una lista di nomi, ma nessuno particolarmente esaltante. Per questo, per la prossima settimana è previsto un nuovo contatto. Quando il presidente Levy sarà libero dall'affare Modric e - soprattutto - cercherà di completare l'uscita di Gomes. Altrimenti tutto si complicherebbe e tornerebbe prepotentemente di moda la strada risoluzione del contratto. Perché Julio non può permettersi di rimanere fermo per mesi se vuol dato che sogna il Mondiale 2014, e perché l'Inter ha spiegato agli Spurs che preferisce risparmiare 4,9 milioni (e non 4,5, perché Julio aveva un contratto a salire) per due anni, ovvero poco meno di 20 milioni, piuttosto che prendere un elemento in uscita dal Tottenham con un altro ingaggio importante da dover sostenere.

Per Maicon, invece, situazione completamente diversa. Florentino Perez non spende 8 milioni per prenderlo, il Paris Saint-Germain ha i posti per extracomunitari esauriti (altrimenti avrebbe tesserato subito Lucas), il Chelsea vuole Azpilicueta e già nel mese scorso non aveva l'intesa economica e di durata del contratto con Maicon. Chi rimane? A meno di ripensamenti (possibili, se il prezzo scende), nessuno. Per questo, Stramaccioni ha fatto presente al giocatore che non lo vede come un separato in casa. E conta su di lui. In quella che sarebbe una gerarchia (ideale, s'intende) di terzini con Maicon-Jonathan a destra, Nagatomo-Pereira a sinistra. Con il jolly eventuale Zanetti. Maicon sarebbe voluto e vuole andare, ma intanto ha detto a Strama: per adesso è a disposizione anche perché sa che ad oggi il suo mercato non si muove. La preferenza resta per un addio, ma se tutto dovesse rimanere così, ci si siederebbe a un tavolo per pensare al rinnovo del contratto in scadenza 2013.

L'Inter intanto deve completare un mercato in entrata ancora con qualche lacuna. E allora il laterale, l'uomo in attacco e il centrocampista. Iniziano a circolare mille nomi e milioni di ipotesi. Anche legate a operazioni non vicine all'Inter direttamente per subito, ma per il futuro sì: il Siena vuole Luca Caldirola, l'Inter si tiene la metà mentre il ragazzo con l'Under incanta da due anni. Anche con Mangia. Lo aspettiamo in Serie A. Intanto, da Bendtner a Biglia, tutti propongono i propri assistiti all'Inter che in realtà non li tratta. Ma da qui al 31 agosto, possono esserci sorprese. Perché piste come De Jong e Fernando si complicano, perché Pazzini non può restare in queste condizioni ambientali all'Inter, perché allora da qui alla fine anche nomi nuovi possono fare comodo. D'altronde, per dare l'assalto a Pereira è bastato un consulto con Stramaccioni, uno con Guarin e una telefonata all'entourage. Una sorpresa. Visto come evolvono le principali trattative, da qui al 31 agosto potrebbe non essere l'unica. Difficile che sia Cassano per Pazzini. Ma le sorprese non finiscono mai.

Twitter - @FabRomano21

Sezione: Editoriale / Data: Sab 18 agosto 2012 alle 00:01
Autore: Fabrizio Romano
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