Lui parlerà sempre in ottica di squadra, darà merito ai compagni, si concentrerà solo sulla vittoria della coppa. Eppure se valutasse il suo bilancio personale in questa prima, insolita stagione con la maglia dell'Inter a poco più di un anno dal suo approdo a Milano, Romelu Lukaku potrebbe anche tirarsela un po'. Se i nerazzurri hanno comunque migliorato e non poco la loro classifica in Serie A e se sono ancora in corsa in Europa, parte del merito è anche dell'impatto molto positivo che l'attaccante belga, dentro e fuori dal campo, ha avuto nella sua nuova realtà. Al punto che i dubbi che ne hanno accompagnato l'arrivo (qualcuno si chiedeva se valesse 83 milioni, quando poi è arrivato per meno e a condizioni comunque favorevoli) e le critiche che hanno sottolineato i periodi di scarsa forma sono stati spazzati via da prestazioni, numeri e leadership in un gruppo che lo ha subito eletto a uomo di spessore nonché punto di riferimento. Merito di Antonio Conte che l'ha voluto fortemente all'Inter e dei compagni che hanno saputo interpretarne l'attitudine e i movimenti sul rettangolo di gioco. Insomma, finora il progetto Lukaku-Inter ha funzionato e l'addio di Mauro Icardi, per qualcuno salvifico mentre per altri doloroso, è stato metabolizzato.

In attesa del match di stasera contro il Bayer Leverkusen che, in caso di vittoria, garantirebbe ai nerazzurri l'accesso alla semifinale di Europa League, il gigante di Anversa merita celebrazioni anche per i numeri. Lukaku ha infatti segnato in tutte le ultime 8 partite di Europa League (11 reti in totale), striscia iniziata nel 2014/15 con la maglia dell’Everton. L’attaccante 27enne è soltanto il secondo giocatore ad andare a bersaglio in 8 match consecutivi in Coppa Uefa/Europa League, dopo Alan Shearer nel 2004/05; nessun giocatore ha mai trovato il gol per 9 gare di fila nel torneo, una ragione in più per fare il tifo per lui stasera a Dusserldorf.

Al di là del quarto di finale di Europa League, comunque, i numeri certificano la bontà della prima stagione nerazzurra di Big Rom: per la prima volta in carriera il centravanti ha realizzato 30 gol una singola stagione in tutte le competizioni, non male considerando le difficoltà nell'esibirsi in un nuovo campionato e in particolare quello italiano, con difese più attente che lasciano poco spazio. L'ultimo giocatore nerazzurro a fare meglio in una singola stagione è stato Samuel Eto'o nella stagione 2010/11, con 37 reti. Un precedente di prestigio, anche considerando che il Re Leone era alla seconda annata a Milano dopo la prima in cui aveva lasciato i riflettori a Diego Milito. El Principe, nella stagione 2009/10, quella del Triplete, nella notte di Madrid raggiunse quota 30 gol complessivi, proprio come Lukaku. La differenza, comunque, era la conoscenza del calcio italiano per l'argentino, proveniente dal Genoa. Due precedenti illustri, avvicinabili per statistiche ma con una differenza per ora sostanziale: Milito ed Eto'o al termine delle loro stagioni ricche di gol hanno alzato dei trofei. Infine, in tal senso, un paragone che a prescindere da tutto stride, quello con Ronaldo il Fenomeno, ma che paradossalmente gli si avvicina di più: alla prima maglia nerazzurra (1997/98), il brasiliano firmò 34 reti complessive e portò a casa la Coppa Uefa. L'ex Manchester United ha proprio l'opportunità per eguagliarlo. E dipende anche da lui.

Sezione: Copertina / Data: Lun 10 agosto 2020 alle 18:10
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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