Dieci minuti per provare a cambiare la storia di una stagione. L’Inter prende coraggio e trova la forza di ribaltare una gara beffarda, in cui è stata costretta a inseguire il Torino a causa di un erroraccio di Handanovic. Dopo 45’ di agonia, si sprigiona la classe di Alexis Sanchez. Il Nino Maravilla si carica la squadra sulle spalle e indica la via, suggerendo gli spazi e illuminando le tre azioni con cui i suoi ribaltano la gara. Tre punti d’oro perché valgono il secondo posto e danno respiro a un ambiente che stava rischiando il collasso emotivo fra patenti ritirate, email galeotte e tutte le difficoltà di campo di questa seconda parte di stagione.

Conte torna a vincere, ma deve trovare ancora delle risposte nel suo gruppo. L’Inter può davvero fare a meno della classe e dell’intelligenza di Eriksen ancora a lungo? Il danese è entrato negli ultimi minuti e in poco più di sette minuti ha messo un compagno in porta (Gagliardini) e ha insidiato Sirigu con una bomba dal limite dell’area. Ma, almeno per una notte, i dubbi amletici del calcio contiano possono riposare. 

IN PANNE - Se è vero che ognuno si crea i propri demoni, Handanovic deve avere un conto in sospeso contro il Torino. L’anno scorso il portiere sloveno fu vittima di una topica clamorosa, ingannato dalla traiettoria del pallone che lo fece andare a farfalle.

Quest’anno Belotti lo spaventa tanto che su un’innocua presa alta Handa diventa il protagonista involontaria di una gaffe che sembra uscita dal repertorio di comicità malinconica degna dei vecchi film Buster Keaton, per il sorriso amaro che strappa a tutto l'ambiente Inter l'errore di un capitano che da quando si era messo la fascia al braccio si era lasciato alle spalle alcune insicurezze. 

Tuttavia, sul black out del portiere sloveno il Gallo Belotti è lestissimo a siglare la sua sesta marcatura consecutiva e regalare al Torino l’opportunità di giocare di rimessa. L’Inter, dopo un buon avvio, sembra in panne, pronta a caracollare sull’ennesima opportunità di agganciare la Lazio.

A-TEAM - Dopo un primo tempo di confusione, l’A-Team entra in campo con forza. Alexis e Ashley si prendono la scena a forza di combinazione e accelerazioni nello stretto. I due ex giocatori del Manchester United vivono una serata da protagonisti e riscattano una prestazione ondivaga. Young segna il suo terzo gol con la maglia dell’Inter, Sanchez confeziona l’assist per sbloccare Lautaro Martinez e per regalare la prima gioia a Diego Godin, il Sergente che dopo una gara gagliarda a lottare su ogni pallone si è trovato nel posto giusto al momento giusto, inzuccando il suo primo gol italiano in un momento fondamentale. Le sue parole a fine gara sono un monumento alla sua carriera, per un campione che è stato troppo spesso bistrattato dalla critica. La sua gara è stata leonesca e si merita gli applausi dei compagni. Il giallo lo costringerà al forfait con la SPAL, ma forse avrebbe riposato ugualmente per partire titolare contro la Roma, domenica sera. 

RIMPIANTI - Questa vittoria non fa che aumentare i rimpianti di una stagione sfuggita fra le mani dei giocatori dell’Inter sul più bello. I punti persi contro il Verona, il Sassuolo e il Bologna sono una ferita che dovrà bruciare tutta l’estate sulla pelle dei giocatori, perché sarebbe bastato così poco per provare ad arrivare a un passo dal trono del Re Sole, quella Juventus di Sarri che sta vincendo il nono scudetto d’inerzia, perché - come nella scorsa stagione - tutte le pretendenti al titolo si sono auto-eliminate dalla competizione.

Ora c’è il secondo posto da mantenere, con le unghie e con i denti: per un fattore economico, certo (sono dieci milioni in più nelle casse dell’Inter, fra premi di sponsorizzazione e revenue da piazzamento) ma soprattutto per una questione d’orgoglio. Provare a migliorare il piazzamento dell’anno scorso è un dovere e nonostante i disastri di quest’ultima parte di stagione, l’Inter ha tutto per provarci. L’obbligo morale di questa squadra è chiudere quanto prima il discorso Champions League: domenica sera si può dare la spallata decisiva alla Roma, per poi racimolare gli ultimi punti nelle gare successive. Pazza Inter No More, almeno nella caccia disperata all’Europa che conta negli ultimi novanta minuti della stagione. La storia poteva essere diversa, ma la storia non si scrive con i sé e con i ma. Questi rimpianti dovranno far grande l’Inter. 

VIDEO - "VITTORIA MERITATA", MA QUALCUNO FA COMUNQUE ARRABBIARE TRAMONTANA...

Sezione: Copertina / Data: Mar 14 luglio 2020 alle 08:14
Autore: Marco Lo Prato / Twitter: @marcoloprato
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