Ieri è stato sollevato il velo dal rendering del nuovo San Siro, progetto avveniristico che porterà il calcio a Milano in una nuova dimensione e a cui hanno lavorato due grandi studi come Foster+Partners e Manica Architecture. Proprio i due rappresentanti, Norman Foster e David Manica, hanno raccontato a Sky questo ambizioso progetto architettonico.

Prima di tutto, è un piacere incontrarvi e parlare con voi. Signor Foster, quali sono le caratteristiche principali del Generali Stadium e da cosa vi siete fatti ispirare per la sua forma?
Foster: “Direi che la forma nasce dall’interno, dai tifosi. Nasce dalle grandi tribune alle estremità, le curve dietro le porte, che sono molto ripide e mettono tutti vicinissimi all’azione. Questa è la parte più importante. È questo che comincia a dare forma all’edificio dall’esterno. Poi l’edificio deve reggersi. La struttura che lo sostiene, e che regge tutti i livelli intermedi e i corridoi interni, è una struttura diagonale, molto semplice e molto efficace. È questa struttura, scultorea, a fare dell’edificio un punto di riferimento visibile da lontano. E quando ti avvicini, ti accoglie: ci sono grandi aperture, è permeabile, puoi vedere e capire cosa succede all’interno. È un edificio accogliente”.

Signor Manica, come cambierà l’esperienza dei tifosi all’interno del Generali Stadium rispetto all’attuale San Siro?
Manica: “Gli stadi sono progetti molto tecnici, ma in questo caso conta ancora di più l’aspetto emotivo, sentimentale, l’esperienza. Ovviamente siamo stati molto attenti alla precisione tecnica: linee di visuale, vicinanza al campo, la pendenza delle tribune di cui ha parlato Norman. Ma ci siamo soprattutto assicurati che l’atmosfera, l’energia e l’intensità di questa esperienza venissero mantenute e portate avanti. Credo davvero che sarà un’esperienza ancora più forte e intensa rispetto allo stadio attuale. Abbiamo avvicinato i posti al campo, tutti avranno una visuale migliore e abbiamo catturato e trattenuto il suono in modo del tutto intenzionale”.

Potete svelarci qualche altro segreto? Pensiamo ai materiali, alle luci, ad altre particolarità.
Foster: “La struttura è l’architettura stessa. Quella che regge l’edificio è rifinita e ha un’identità diversa da quella di qualsiasi altro stadio. Affonda le radici nella città di Milano e nell’eredità di San Siro. Cerca di fare tutto ciò che faceva San Siro, di costruirci sopra e di farlo ancora meglio”.

Prima avete parlato del suono. Lo stadio è pensato anche per ospitare i concerti degli artisti internazionali?
Manica: “Sì, è stato progettato appositamente anche per essere un ottimo luogo per i concerti dei grandi artisti di tutto il mondo. Offrirà condizioni pari o migliori per i tour internazionali. Sarà un posto incredibile non solo per il calcio”.

Potete darci qualche numero? Per esempio, sui posti, sul parco, sui costi.
Foster
: “In totale ci sono 71.500 posti, ma l’accento è soprattutto sulle due curve di cui ho parlato, quelle che determinano la forma esterna dell’edificio con la loro pendenza. Ognuna ha 11.700 posti. Le curve hanno una circolazione propria. Ricordate che l’edificio poggia su una base, un podio, e l’idea è rendere la sicurezza invisibile: c’è, ma non te ne accorgi. Con numeri così grandi, è la circolazione a rendere l’esperienza fantastica, perché non ci sono ingorghi. E al di là delle grandi partite e degli eventi, come abbiamo sentito, lo stadio è flessibile e può ospitare eventi tutto l’anno. L’intera area diventa una destinazione. Il calcio è al centro di tutto, ma c’è molto di più”.

A proposito di questo, quali saranno le caratteristiche dell’area intorno allo stadio? Facciamo riferimento al verde, ma anche alle attività commerciali.
Foster: “Ci saranno spazi pubblici, hospitality ed esperienze museali, quindi un gran numero di attività che daranno vita all’area durante tutto l’anno. Non ci sarà solo il grande evento. Quello ovviamente è il cuore di tutto, il motore principale, ma ci sarà molto di più. E se è una destinazione, è una destinazione mondiale, perché queste due squadre sono leggendarie. E, ovviamente, è inseparabile dalla città di Milano. Di Milano ce n’è una sola”

Le curve sono particolari, molto diverse da quelle di San Siro.
Manica: “Sono diverse perché sono più vicine al campo e, come diceva Foster, l’accesso è più definito e chiaro. Sono anche flessibili. All’interno di ogni curva ci sono due aree di attività, così, quando a ogni partita le curve si alternano, le attività interne si adattano a chi gioca in casa. È una soluzione molto intelligente per una condizione unica: due squadre nello stesso stadio”.

Potete ricordarci quale parte di San Siro resterà in piedi e come verrà riutilizzata?
Foster: “Credo che questa sia una storia più lunga. Questa prima fase riguarda lo stadio nuovo, ma penso che ci siano possibilità straordinarie per preservare l’identità dello stadio attuale. È una fase entusiasmante”.

Avete realizzato tanti stadi meravigliosi in tutto il mondo. Si può fare un confronto con questo?
Manica: “Direi solo in termini molto generali, perché questo è davvero un edificio unico. È perfetto per questa città e per questi due club, ed è stato plasmato da esigenze che lo rendono unico. Naturalmente ha molti elementi che hanno i più grandi stadi, quindi certi paragoni sono facili: lounge fantastiche, corridoi interni fantastici, bar fantastici, tutto quello che ci si aspetta da un edificio nuovo. Ma penso che i paragoni finiscano qui. Soddisfatti questi requisiti di base, l’edificio sceglie un’idea completamente diversa di cosa possa essere uno stadio qui a Milano”.

Quale aggettivo scegliereste per descrivere il Generali Stadium?
Foster: “Ribadisco il concetto che ho già sottolineato. Questo stadio si inserisce nella tradizione dei grandi stadi del mondo, e va oltre, ma è profondamente legato al suo luogo. Fa parte del DNA di Milano. Come vedremo, credo che ci saranno sorprese davvero interessanti per quanto riguarda lo stadio attuale. Come ho detto, è un’altra storia, che verrà”.
Manica: “Direi magico. Vorrei che le persone entrassero in questo edificio e pensassero: è fantastico”.

Quanto tempo servirà per costruire lo stadio?
Manica: “L’apertura è prevista per la stagione 2031-32”.

E i lavori cominceranno nella seconda metà del 2027?
Manica: “Cominceremo a costruire nel 2027. Ci sono ancora molti passaggi obbligati, ma stiamo procedendo passo dopo passo”.

Quali sono state le principali difficoltà nel progettare il Generali Stadium?
Foster: “A volte paragono un edificio a un evento come quello di oggi. Parte il filmato, vedi le immagini e tutto sembra incredibilmente semplice. Io lo descrivo come la punta dell’iceberg: quello che non vedi è il processo sotto la superficie. Tante persone, gruppi di lavoro, discipline diverse, la città, le proprietà, gli investitori. Quello che ora, mentre ne parliamo, sembra così ovvio, è il frutto di un processo lungo e intenso, ed è un tributo a tutti quelli che ci hanno lavorato”.
Manica: “Direi che i vincoli di ogni progetto devono diventare i suoi punti di forza. Anche in questo progetto ci sono vincoli: di altezza, di superficie, di accesso, di sicurezza. Il modo in cui il nostro team li ha risolti rende il progetto fantastico. Senza questi vincoli, senza queste sfide, sarebbe uno stadio come gli altri. Invece ci hanno costretti a creare qualcosa di davvero speciale”

Sezione: Copertina / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 14:57
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
autore
Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.