Spazio anche alle interviste agli architetti che hanno progettato il nuovo Generali Stadium. Si parte da Lord Norman Foster of Thames Bank, fondatore dello studio Foster + Partners che ha messo la firma sul nuovo impianto assieme a MANICA: “Milano mi riporta ai tempi in cui ero studente, utilizzo ancora le foto e gli sketch che ho fatto del Duomo, della piazza fuori dalla Galleria, come punti di riferimenti. È una città con uno straordinario spazio pubblico, energia, vibrazioni, il Duomo, l’architettura, la cultura, la Scala. La lista è infinita. Sta tutto nel suo DNA. San Siro, lo Stadio, è inseparabile da Milano, fa parte dell’incredibile panorama della città. Se reimmaginiamo San Siro, non sarà una questione di mattoni ma di spirito, di intensità, e di continuare la storia di Inter e Milan”.

E ancora: “Con la sua capacità di 71.500 posti, il nuovo stadio di Milano riflette la statura globale di queste due squadre iconiche. L’architettura potrebbe essere vista addirittura come catalizzatore. La tradizione muraria della città forse contribuisce nella sua totalità nell’opportunità di far diventare lo stadio qualcosa che va oltre le necessità dei due club. Lo stadio è ben servito dai mezzi, si può raggiungere a piedi. Usa risorse presenti, ricicla acqua, energia solare grazie ai pannelli solari, è uno stadio completamente elettrico. La struttura a X si apre e invita il grande pubblico a entrare per assistere alla partita al suo interno. Non è solo uno stadio, ma un monumento emblematico. Ci saranno concerti, studi di design, moda, tutto ciò che associamo a Milano, la sua eredità e la sua storia. Una città, uno stadio e due squadre leggendarie. Lo stadio diventa qualcosa di profondamente milanese, che va oltre i confini della Nazione diventando qualcosa di globale”.

Sezione: News / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 22:55
Autore: Ludovica Ferrante
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