Beppe Bergomi è protagonista oggi di una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport in cui analizza la stagione appena cominciata e per la quale si avvicinano le partite da tre punti. 

"Inter ancora la più forte in A? Mi piace sempre dire che è la più brava. E ha mantenuto la sua riconoscibilità nonostante abbia salutato cinque colonne, perché gente come Acerbi, De Vrije Darmian, per i compagni, è sempre stata fondamentale. Fin qui non sta inserendo dei titolari, ma giocatori di contorno, forti, per completare la rosa ed essere competitiva. Stones è un giocatore d'esperienza e di talento, Dimarco è già in formissima, Stankovic junior è bravo, poi terrei Pavard. Manca solo l'esterno, anche se è tosta. Ormai è sempre più difficile trovare i famosi "quinti". I giocatori di fascia o fanno i terzini o fanno le ali".

"Champions League? Non bisogna perdere di vista la Serie A, anche perché io faccio un ragionamento logico: Real, Barcellona, Bayern, Psg... sono tutte superiori alle squadre italiane. L'Inter ha giocato due finali e deve puntarci ancora, riscattando il ko con il Bodo Glimt, ma è difficile. Anche perché poi se non porti a casa lo scudetto ti rompono le scatole"

"La Roma? Vedrei bene Frattesi. Uno come lui, con quel tipo di calcio, potrebbe segnare diversi gol. Gasperini è una sicurezza, fa parte della categoria di quelli che hanno cambiato il calcio. E unico nella gestione dei giocatori, in campo e fuori".

Non manca un ricordo in più per Franco Baresi. "Ne avrei a centinaia. Il 6 febbraio portammo insieme la fiaccola olimpica, mi disse che era stanco. Da ragazzino andavo a dormire a casa sua e di Beppe, mi fece il primo nodo alla cravatta. Vedere tutta quella gente al funerale, il 4 di agosto, sotto il sole, mi ha commosso".

Sezione: Copertina / Data: Mar 11 agosto 2026 alle 08:42
Autore: Antonio Di Chiara
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