Il mercato di oggi è un oceano di squali. L’obiettivo, per chi vende, è cercare di fare più soldi a prescindere dal reale valore della mercanzia sul banco. E il discorso non vale solo per i club, ma anche per gli agenti, che vanno in giro offrendo calciatori ancora sotto contratto con l’obiettivo di creare rotture con i rispettivi datori di lavoro per reperire ingaggi (e percentuali) più ricchi altrove. Non è un mistero, la giostra ha pericolosamente perso il controllo ed è ovvio che ormai certe operazioni non si possano più completare come fino a qualche anno fa. La volontà del giocatore è sacra, ci mancherebbe, ma i ‘ricatti’ psicologici sono diventati una sorta di abitudine.

Basti pensare al recentissimo e tutt’ora in corso caso Tevez, giocatore che ha scelto da solo di chiudere il suo rapporto con il City (che lo paga 8 milioni a stagione, non briciole) e il cui agente è on the road in Europa per cercare di piazzarlo. Persino lo sceicco Mansour, fino a un paio di settimane fa irremovibile sulle sue richieste (almeno 40 milioni per cederlo), ha dovuto abbassare la testa e accontentarsi di un prestito oneroso. In una situazione del genere, non mi spiace affatto che l’Inter sia rimasta in disparte a osservare, senza trovare accordi di sorta aggiungendo pressioni al club inglese. Qualcun altro invece ha preferito altre opzioni, ben collaudate considerando il recente passato, approfittando biecamente dei capricci del campione di turno per avventarsi sulla preda a condizioni finanziarie favorevolissime, grazie anche all’aiuto di agenti ‘complici’. Ogni riferimento, assolutamente palese, non è affatto casuale.

Ma se così si vincono i campionati, forse sono io a sbagliare dando un minimo di credito alla trasparenza e alla correttezza. Però sono lieto che Moratti e gli uomini di mercato non cerchino di approfittare di situazioni favorevoli a costo di danneggiare altre società. Me l’ha confermato la recente rivelazione di Ausilio riguardo Castaignos: l’Inter poteva prenderlo gratis a gennaio, ma lo ha pagato 1,5 milioni per concedere al Feyenoord una sorta di indennizzo di ‘formazione’. Se questo non è stile… Tempo fa lo stesso Moratti aveva provato le stesse strade con Lotito, onde evitare di portarsi a casa Pandev e Ledesma sfruttando i problemi legali dei biancocelesti. Però dall’altra parte nessuno prestò orecchio all’offerta. Resta comunque il gesto signorile di un presidente che, pur avendo meno capitali da investire oggi, non rinuncia mai alla limpidezza dei rapporti e non specula sulle disgrazie altrui.

Se altri prendessero esempio, forse questa giostra sarebbe meno diabolica e più gradevole. Nel frattempo, l’Inter cerca di rinforzarsi andando a pescare in Sudamerica. Me ne frego di chi sostiene che sia meglio pescare in Italia prima di tutto e punta il dito contro l’esterofilia nerazzurra. Costoro dimenticano che il vivaio di Appiano Gentile è probabilmente il migliore d’Italia e ha sfornato giovani molto interessanti. Ma questo non significa che siano da Inter. Oggi si parla tanto di Edu Vargas, il nuovo Sanchez (rimpianto eterno…), ma è bastato che la voce iniziasse a circolare per amplificarne il valore di mercato. E l’Universidad ne sta ovviamente approfittando, facendo lievitare l’asta. Oggi siamo a quota 10 milioni, ma siamo sicuri che questo classe ’89 li valga? È un prospetto, nulla più, ma come altri baby colleghi ha un valore di cartellino pari a campioni affermati. 

Ci troviamo dinanzi a un sistema drogato, che impone ai club di spendere oltre il necessario, con il rischio di vedersi soffiare il talento di turno (osservato per mesi e coccolato) dal primo sceicco che ha il portafoglio pieno. Difficile, per chi rispetta il FFP o non ha le risorse economiche di un tempo, accettare certe sfide a suon di dollari e riuscire a rinforzarsi al contempo. In tal senso, mi auguro che le regole del FFP che solo Moratti sembra intenzionato a rispettare (anche per necessità, va aggiunto) non siano la solita buona intenzione ma una volta entrate in vigore inizino a tagliare un po’ di teste sprovvedute o menefreghiste. E che il tutto non si risolva all’italiana, come lo ‘scudo’ fiscale o la spalmatura dei debiti…

Sezione: CALCI E PAROLE / Data: Sab 03 dicembre 2011 alle 14:00
Autore: Fabio Costantino
vedi letture
Print