"Stiamo vivendo un momento storico non felice, è evidente che ci siano problemi oggettivi per tutta una serie di vicissitudini che stanno caratterizzando questo campionato. Quello che è successo a noi mercoledì è sotto gli occhi di tutti, l'arbitro ha fatto una buona gara ma è stato condizionato in modo negativo dal VAR. Abbiamo sperato che il VAR aiutasse gli arbitri, in questo momento li sta penalizzando. Ora le valutazioni sono soggettive, faccio riferimento anche a ciò che sta succedendo in altri campi. Penso che noi addetti ai lavori dovremmo fare un ragionamento su questa situazione per migliorarla". Si tratta di uno stralcio dell'intervista di Giovanni Manna a Radio CRC, che ha sostituito a livello di comunicazione la conferenza di Antonio Conte, che non si esporrà prima Inter-Napoli. Considerando anche il sopra citato passaggio, in parole povere, a lamentarsi velatamente dell'arbitraggio nella partita contro il Verona, dopo le dichiarazioni dell'allenatore salentino nell'immediato dopo gara, è stato un dirigente del Napoli. 

E a questo punto sovviene una domanda. Ma non era stato proprio il tecnico salentino a criticare apertamente Cristian Chivu (che non c'entrava nulla) perché il presidente dell'Inter Beppe Marotta si era presentato davanti alle telecamere evidenziando il cortocircuito del protocollo emerso nell'assegnazione del rigore del vantaggio ai partenopei? Nello specifico, queste furono le sue parole: "Vedi la differenza tra il Napoli e l'Inter. L'Inter manda Marotta, le altre squadre mandano i dirigenti. Per il Napoli vengo io. Una grande squadra deve valutare il perché ha perso, non appellarsi a queste cose. Io non avrei permesso a un mio dirigente di fare queste considerazioni. Che poi ora Marotta è presidente, ha fatto una grande escalation. Che venga un presidente a fare queste considerazioni... Lasci le cose a chi ha partecipato alla partita. Sminuisce l'allenatore e non va bene. Io non ho mai chiesto ai miei presidenti di fare i papà, mi sono sempre difeso da solo. Ma va bene così, non fa niente".

Ecco, non è stato Aurelio De Laurentiis, ma nella fattispecie a fare da papà è stato proprio Manna, mentre Conte resta in silenzio. Qui la differenza tra Napoli e Inter, come la intende lui, non si vede proprio, anzi. Lo scorso ottobre Marotta parlò 'a caldo' e sottoloineò un errore tecnico nel protocollo, di cui siamo ormai tutti a conoscenza. Stavolta Manna parla, in modo assolutamente pacato, di una direzione arbitrale non condivisa a due giorni di distanza, quindi ìa freddo'. Legittimo, ci mancherebbe. Ma così decade il concetto espresso da Conte dopo Napoli-Inter, quello secondo cui lui si espone in prima persona e non manda i dirigenti a farlo. L'ennesima contraddizione di una strategia di comunicazione aggressiva, però piena di falle che emergono costantemente una volta riavvolto il nastro dei precedenti.

E in tal senso, se da una parte Chivu non vuole commentare le dichiarazioni di Conte e verosimilmente non lo farà neanche domani in conferenza, dall'altra è cosa buona e giusta che l'allenatore salentino abbia preferito il silenzio nel percorso di avvicinamento al big match di domenica sera. Che sia il campo a parlare, e basta.

Sezione: Calci & Parole / Data: Ven 09 gennaio 2026 alle 20:10
Autore: Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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