Appena dopo un'Inter-Bologna dall'esito finalmente fausto, ci si era lasciati con una triplice 'scoperta': che Altobelli potesse essere un insaputo battutista; che Joao Cancelo stesse finendo al Barça non certo per un magheggio telematico dell'Hilal (la cui particella 'Al' indica proprio un tipico prefisso arabo, anche se potrebbe essere confusa con la sigla di 'Artificial Intelligence'...); e, da ultima, la 'rivelazione" che Muharemovic potesse essere un insospettabile 'benefattore' bianconero alla stregua di Nicolussi Caviglia...
C'è poco da spiegare, punto per punto: giusto martedì 6 - in un'intervista alla rosea - Spillo si era lasciato andare a un motto di spirito involontario affermando che Lautaro "(...) quando è in forma, vede la porta come nessun altro". E no, caro Alessandro: la porta, il Toro, la scorgerà pure, ma se avessi evitato - dopo quella traversa da lui colta contro i felsinei da quasi 0 metri - di far evocare un certo Gagliardini, tutti gli interisti te ne sarebbero stati grati... E, di sicuro - almeno che Spillo non si fosse spinto eventualmente a spergiurare che il suo stimato collega Beccalossi sia stato il miglior rigorista nerazzurro nelle coppe - nessuno si sarebbe azzardato a dubitare della lucidità dell'ex punta di Sonnino... Così che ora anche l'attore Paolo Rossi potrà continuare a portare in teatro la sua storica pièce dedicata a 2 clamorosi errori dal dischetto commessi da Evaristo: quella coppia di rigori falliti in una gara di Coppa delle Coppe del 1982 contro lo Slovan Bratislava, vinta comunque 2-0. Oppure continuare a raccontare quella stessa storia ai suoi eventuali nipotini.
Quanto al caso dell'esterno lusitano, 'l'innocenza' del club arabo verrebbe comprovata dalla paritetica 'colpevolezza' di Joao Cancelo per via di certe sue preavvisate fisime blaugrana... Circa, invece, l'esito delle ricerche araldiche condotte sulla supposta 'consanguineità' bianconera fra Nicolussi Caviglia e Muharemovic, gli alberi genealogici avrebbero proprio confermato degli improbabili incroci aostan-sloveni... Eppure, una qualche 'entità desossiribonucleica' (leggasi DNA) dovrebbe sussistere per forza: altrimenti non si spiegherebbe come taluni suoi ex giocatori siano davvero insuperabili nell'adoperarsi per procurare certi vantaggi spudorati alla Juve. E se non capita ad uno di loro di autoprodurre un rigore decisivo per mandarla in Champions - magari all'ultimo turno della stagione 2024-25, giusto con il 'veneziano' Nicolussi che, a modo suo, clonò il Cuadrado del 2021... - c'è qualche altro, tipo Muharemovic, che dal cilindro può sempre tirar fuori un doppio coniglio. Come successo a Reggio Emilia, casa Sassuolo: prima con un'autorete grottesca che, per 'perizia' balistica, avrà fatto inumidire gli occhi ai familiari del compianto Comunardo Niccolai e che è giovata per aprire le marcature juventine. E poi con una mancata opposizione sulla avanzata a rete di Miretti per lo 0-2 bianconero. Con quelli di Tuttosport che mercoledì mattina se ne erano usciti con un titolo online di subdola interpretazione, su cui, infatti, non resta che stendere un velo pietoso: "Muharemovic, comunque Juve: o torni o le fai un regalo. E dal Sassuolo spunta la nuova pista…”.
Sdoganata la sezione complotti, dietrologie e trame oscure, tocca tornare, volenti o nolenti, al verbo di Spillo. Giusto alla luce dello sviluppo maramaldeggiante di Parma-Inter ed in particolare dello score di Lautaro Martinez, pur rimasto con le polveri bagnate: magari sarà stato per colpa della nebbia parmense che ha riempito di umidità la santabarbara del delantero argentino... Almeno che la chiave di lettura per un Toro rimasto a secco - dopo aver pur incornato 6 volte gli avversari nelle precedenti 5 gare di campionato - non sia da ricercare in un insopettabile ambito esoterico. Spillo Altobelli aveva, appunto, elogiato quanto feeling ci fosse tra Lautaro e le porte avversarie. Solo che dopo aver timbrato il provvisorio 2-0 contro il Bologna - a parte la precitata, clamorosa traversa centrata nella stessa partita - a Parma, Lautaro prima ha sprecato mandando alto, di testa, un cross al bacio del solito Dimarco. Circostanza, quest'ultima, per la quale ci si permette di pensare che sarebbe stata tradotta in gol - financo ad occhi bendati... - da 2 specialisti fra i colpitori di testa del passato nerazzurro del calibro di Crespo e Serena. E ripetendosi circa mezz'ora dopo fallendo il più classico dei rigori in movimento con una semplice 'telefonata' al portiere ducale.
Ecco perché certi 'oracoli', consapevoli o ignari, si manifestano o 'esercitano' non tutti con lo stesso verbo... Da una parte si configura Spillo Altobelli che, col senno di poi si rimangerebbe volentieri certe sue recenti uscite verbali su Lautaro. Dall'altra si confermerebbe invece 'bolso' l'oracolo di Fusignano, per il quale un bel tacer non fu mai scritto. Ma non si dispera in un futuro molto prossimo! Nella sua ultima intervista alla rosea, l'aruspice emiliano aveva vaticinato da par suo con un estratto proposto da FcInterNews: "La squadra di Conte attende la visita del VERONA: IMPEGNO che NON SEMBRA COMPLICATISSIMO (anche se in Serie A bisogna sempre stare attenti). L’Inter va A PARMA e pur essendo nettamente superiore sul piano tecnico, DOVRÀ SUDARE PARECCHIO perché il Tardini è uno stadio da cui non è facile uscire indenni (il Milan ne sa qualcosa, rimontato da 0-2 a 2-2// l'Inter, invece, nda: sempre sul pezzo il 'nostro' Arrigo...). Infine i rossoneri chiuderanno la giornata (...) a San Siro contro il GENOA: SFIDA ALLA PORTATA della squadra di Allegri che dovrà dimostrare di possedere equilibrio e continuità di rendimento". Sì, insomma: l'Arrigo nazionale - tra un distinguo da scuola dell'obbligo (quello sul Napoli) ed una smemoratezza sull'almanacco per la quale essere rimandato a settembre (quella sui nerazzurri) - puntava tutte le sue fiches sui rossoneri, quasi senza riserve se non le solite petulanti. Ma ne avesse imbroccata una, l'aruspice, anche per sbaglio! Dev'essere proprio vero: nemmeno le interiora degli animali sono più quelle di una volta!
In compenso, occorre registrare un ultimo aggiornamento di matrice romena. Nel senso di aver accertato che almeno 2 rappresentanti in Italia di quella nazionalità paiono non avere lo stesso rapporto con l'arte pallonara. Per dire, c'è chi, come Chivu - campione di anticonformismo - sta manifestando un'"aria quasi bohemienne" (Paolo Condò dixit) e chi, invece, ha denotato proprio una 'trascuratezza naif' come il genoano Stanciu...
Nel caso dei liguri - per quello che può interessare ai nerazzurri (di fatto, solo con 1 punto in meno di vantaggio sui dirimpettai...) - sembra piuttosto un male oscuro che affligge proprio i loro tiratori dal dischetto: già 5 errori su 6 massime punizioni calciate negli ultimi 2 campionati.
Orlando Pan
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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