Certo, è bello e dà autostima vincere gli scontri diretti, soprattutto per i tifosi che devono sfidarsi con i 'colleghi' rivali il giorno dopo. Però alla fine gli scudetti si vincono battendo tutte le altre squadre, per un semplice calcolo matematico: in campionato sono molte più le partite contro avversari meno blasonati, ergo molti più punti a disposizione. Per questa ragione i risultati di ieri quasi neutralizzano il 2-2 del Meazza tra Inter e Napoli. Perché la vittoria dei nerazzurri sul Lecce e il pareggio al Maradona degli azzurri contro un coriaceo Parma hanno rimesso le cose al loro posto, almeno come avrebbe voluto la squadra di Chivu prima del big match di domenica scorsa. Con il Napoli a -6, in attesa di Como-Milan stasera, la classifica assume contorni decisamente piacevoli, ma guai a cullarsi sugli allori per due semplici motivi: il girone di ritorno è appena iniziato e gli impegni ravvicinati continueranno a riservare ostacoli non da poco, Napoli docet.

Legittima dunque la soddisfazione per aver portato a casa altri 3 punti, ma in tutta onestà bisogna evidenziare come l'Inter abbia sofferto dannatamente per avere la meglio di un buon Lecce, ordinato difensivamente, che ha meritatamente cullato il sogno di portare in Salento un punticino d'oro per la propria classifica. In tutta onestà è stata forse una delle peggiori prestazioni della squadra dal punto di vista del gioco e dell'esecuzione, compensata dal carattere e dal coraggio di crederci fino all'ultimo. Troppi nerazzurri impiegati ieri sera non hanno soddisfatto le aspettative, qualcuno è in evidente debito d'ossigeno mentre altri hanno perso l'occasione di scalare le gerarchie e meritarsi altre opportunità, approfittando di una maggiore freschezza. Nessuna intenzione di crocefiggere nessuno, ci mancherebbe, ma è oggettivamente vero che contro il Lecce i nerazzurri stessero per cadere nel classico trappolone, replicando la prestazione tutto fumo e niente arrosto del Napoli. La tipica serata in cui se ci provi per ore non riesci comunque a fare breccia.

La differenza l'ha fatta il coraggio di aggiungere una punta da parte di Chivu, ma soprattutto il senso del posizionamento di Pio Esposito che ha saputo trovarsi esattamente dove era più necessario e, anche se in modo sporco, sbattere il pallone in rete. Non sarà un bomber da 20 gol, magari non arriverà neanche in doppia cifra, ma questo gol del centravanti di Castellammare di Stabia ha un peso specifico devastante che sopperisce alla mancanza di lucidità della squadra. Inutile girarci intorno, così come i campionati si vincono battendo le squadre meno quotate, per battere le squadre meno quotate a volte serve l'episodio. E l'Inter ha saputo trovarlo.

Ora è tempo di recuperare energie, perché già sabato pomeriggio si andrà a Udine ad affrontare un avversario che fisicamente sa dominare il campo e in questo momento molti giocatori non viaggiano a grande velocità sul rettangolo di gioco. Altro turn over in previsione, perché non c'è altra strada per arrivare in fondo a questo periodo impegnativo. Per intanto prendiamoci i 3 punti e il +6 sul Napoli, in attesa di Como-Milan. Non ci si può lamentare di sicuro, l'Inter è campione d'inverno e ha un grande dovere: stringere i denti.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 15 gennaio 2026 alle 00:00
Autore: Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.
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