Nonostante le poche linee di febbre che mi hanno accompagnato martedì sera, non ho potuto non ammirare il successo del Manchester United. Un nome, una garanzia, una squadra formidabile che ha fatto un sol boccone del buon Schalke 04, inerme di fronte alla forza dei ragazzi di Sir Alex Ferguson. Proprio lui che, secondo i tabloid, sta legando il nome del suo club a quello dell’Inter, affermando di voler portare in Inghilterra due campionissimi nerazzurri per rinforzare il suo team, ovvero Julio Cesar e Wesley Sneijder. Campioni che farebbero gola a chiunque e che Sir Alex, da vecchia volpe del pallone, ha messo nel suo mirino, cercando di convincerli puntando sul suo carisma e su quello di un club, lo United, immenso.

Perché questa mia piccola digressione, intrisa di elogi per il club inglese? Per che io ho sempre considerato l’Inter, il Manchester d’Italia. Squadra solida e vincente, dalla mentalità vincente, dalla storia affascinante. Come i nerazzurri i Red Devils, dopo degli altalenanti anni settanta, cominciarono a dominare la Premier League e l’Europa con l’arrivo del baronetto scozzese. Dal suo arrivo ad Old Trafford in poi, lo United divenne uno dei club più importanti d’Inghilterra, portando a casa la bellezza di 11 campionati su 18 totali, col numero 19 in dirittura d’arrivo, 5 Fa Cup, 4 League Cup, 9 Charity/Community Shield, una Coppa Coppe, 2 titoli del Mondo, una Supercoppa e soprattutto 2 Champions League. Ferguson, non solo ha portato titoli, ma anche una mentalità vincente e soprattutto una continuità disarmante, che ha fatto sì che il Manchester lottasse ogni anno per i traguardi più ambiti.

Motivo per il quale ammiro questo squadrone e lo considero, per storia, uno dei più importanti al mondo, riuscito sempre a rigenerarsi, a cambiare pelle nel corso degli anni, mantenendo uno zoccolo duro e soprattutto il capitano Ferguson al timone di questo galeone da guerra. Non vorrei paragonare Leo a Sir Alex: effettivamente è un paragone irreale, ma il paragone Inter- Manchester United potrebbe starci, anzi calzerebbe a pennello. Poche volte ho visto gli uomini di Ferguson restare a mani vuote a fine stagione, e neanche quest’anno vedrò l’Inter nella casella Zeru Tituli, giacché la Supercoppa e il Mondiale sono già in bacheca. Spero, per lo più, che l’Inter possa essere paragonata allo United per una qualità che gli inglesi hanno incastonata nel loro mitico DNA, ovvero l’incredibile capacità della squadra inglese di rigenerarsi e ripartire più forti che mai.

Prova né quest’anno: il Chelsea, campione in carica, viene schiantato nella prima gara ufficiale, il Community Shield per 3-1 dai diavoli rossi, che poi iniziano la loro scalata verso la gloria, macinando chilometri in campionato e in coppa, facendo un sol boccone degli avversari. Ecco dove sta la grandezza del Manchester, nell’incredibile voglia di ripartire più affamati che mai. E’ questo che l’Inter deve acquisire, ovvero la capacità di rivincere da subito l’anno prossimo. D’altronde sembra essere facile vincere ogni anno, ma è ancora più difficile riprendere a vincere. L’Inter ce la può fare, proprio come il Manchester United. D’altronde chi, come queste due squadre, si trova nell’elitario circolo di coloro che hanno compiuto il Treble, è capace delle più grandi imprese
 

Sezione: CALCI E PAROLE / Data: Gio 28 aprile 2011 alle 23:30
Autore: Alberto Casavecchia
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