L'Inter è bella e tonica, un vortice di gioco che incastra alla perfezione la bellezza nel possesso e la forza di non lasciare respirare l’avversario. Con quel pizzico di vanità che non le consente di essere spietata come dovrebbe sotto porta, tratto dei nerazzurri ormai quasi impiantato nel proprio DNA. La Cremonese è lo sparring partner di un duello senza storia, già dalle prime battute. Assiste quasi inerme alla furia interista.
L’Inter parte fortissimo. Palleggio a due tocchi e ricerca della verticalità appena si aprono spazi. Barella messo come play al posto di Calhanoglu prende subito in mano il pallino del gioco con un possesso di qualità, dettando ritmi e modi di gestire il pallone. Nella riconquista il numero 23 è feroce. Accorcia sempre con i tempi giusti e strappa la palla all’avversario, senza commettere fallo. Il modo di giocare totalizzante di Barella permette a tutta l’Inter di girare ad altissima intensità e produrre gioco soprattutto sulla sinistra. L’asse a 4 Bastoni-Dimarco-Mkhitaryan-Bonny fa vedere le stelle alla Cremonese, stordendola ad ogni sortita offensiva, condotta con tempi perfetti, uno-due e sovrapposizioni perfette. Il fianco destro della squadra allenata da Davide Nicola è in perenne sofferenza, con Floriani e Ceccherini sempre sotto pressione e bassissimi, e con Vazquez sempre preso in mezzo da Dimarco e Mkhitaryan che non riesce mai ad avere il pallone tra i piedi ed inventare qualcosa.
Bonny è un turbine, si defila attratto dalla palla e offre soluzioni facili e immediate ai compagni che la stanno giocando. Lautaro in quel caso riempie l’area. Quando invece il Toro viene incontro come al suo solito centralmente sulla tre quarti, Bonny allunga la squadra da prima punta in profondità. L’Inter si muove a meraviglia e gioca a due tocchi. Ogni movimento manda in difficoltà il riferimento della Cremonese, che prova a giocare a uomo ma non ha la forza per reggere l’urto. Il 5-4-1 disegnato da Nicola in fase difensiva, con Sanabria riferimento offensivo e Johnsen che si abbassa a sinistra per dare una mano, non produce pericoli in fase d’attacco, quando si dovrebbe trasformare in un 3-5-2, ma che nella realtà dei fatti resta sempre con i quinti molto bassi che non riescono mai a distendersi. La riaggressione dell’Inter per riconquistare palla è precisa, forte e corale. La Cremonese è strozzata dal pressing asfissiante e non riesce mai a ragionare con i suoi centrocampisti Grassi e Bondo, perennemente impegnati a rincorrere quelli in maglia nera e blu. L’Inter domina, vince e convince.
Autore: Riccardo Despali / Twitter: @RiccardoDespali
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