"Penso ai miei e al blocco mentale che c'è stato in questa partita". Sono queste le prime parole pronunciate dal tecnico nerazzurro Cristian Chivu a DAZN dopo il pesantissimo 3-2 con cui la sua Inter si è imposta sulla Juventus nel finale di San Siro: "Forse i due anni senza vincere uno scontro diretto contro Milan, Juve o Napoli hanno pesato e oggi ho visto una squadra bloccata, che poi però ha messo in campo cuore e qualità per portarla a casa. Dovevamo gestirla meglio sul 2-1 e nel secondo tempo, ma mi prendo quanto di buono fatto perché oggi era importante vincere".

Sul giallo a Kalulu cosa dice?
"Per me è un tocco leggero, ma allo stesso tempo dico che un giocatore ammonito deve anche evitare di fare gesti che possono mettere in difficoltà l'arbitro. Io l'ho fatto con i miei contro il Liverpool quando ho subito una situazione del genere con il mezzo rigore: me la sono presa con il mio difensore (Bastoni, ndr). Vale anche questo. Kalulu sapendo di essere ammonito poteva evitare di mettere la mano sul nostro giocatore".

Che spinta vi può dare questa serata?
"0% come detto dopo il Sassuolo, mancano 13 partite e il campionato è ancora lungo". 

È questo lo step che vi mancava?
"Ho sempre parlato dei miglioramenti mentali e sul gioco, anche con il Napoli sul 2-2 abbiamo preso un palo all'ultimo e ci poteva servire a sbloccarci mentalmente sugli scontri diretti. Oggi siamo rimasti in gara, ho scelto di mettere un altro attaccante e poi viene fuori la qualità di uno come Zielinski che calcia da fuori, così come Calhanoglu. Questa volta ci è andata bene, altre no. Meritiamo di essere consapevoli del fatto che siamo cresciuti e vogliamo essere competitivi. Stiamo facendo di tutto per portare la stagione a buon fine". 

Si sente di dire qualcosa in difesa di Bastoni?
"È un giocatore della Nazionale, non si può mettere in dubbio che lui abbia sentito il pugno sul braccio o sul petto. È un tocco leggero, ma io insegno ai miei giocatori di non mettere l'arbitro in condizione di prendere decisioni. Ale ha sentito il colpo, andava in contropiede e poteva nascere qualcosa di importante. Adesso si mette in discussione un giocatore che non fa una simulazione come ho visto spesso in questi campionati, dove neanche toccati si buttano per terra: lui la manata la sente e gli ha impedito di andare in transizione". 

Sezione: Focus / Data: Dom 15 febbraio 2026 alle 00:04
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
vedi letture
Stefano Bertocchi
autore
Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.
Print