"Con sofferenza, com’è nel classico stile Inter. Con orgoglio, com’è scritto nel dna del club", scrive oggi Arrigo Sacchi nel pezzo di analisi pubblicato su La Gazzetta dello Sport nel day after del Derby d'Italia che ha visto l'Inter trionfare sulla Juventus: "Vittoria da incorniciare pensando alla volata scudetto, per i nerazzurri, anche perché il Milan, secondo, è distanziato di otto punti pur avendo una partita in meno. Tuttavia, questa sfida ha evidenziato alcuni punti deboli sui quali Chivu dovrà lavorare per raggiungere un alto livello soprattutto riflettendo sugli impegni di Champions League. Che l’Inter sia la squadra più forte, a livello tecnico e fisico, nessuno lo mette in dubbio. Però bisogna assolutamente cancellare certe amnesie che rischiano di compromettere il risultato. A volte è come se si spegnesse la luce".

Dopo il secondo giallo a Kalulu, l'inerzia è cambiata nel secondo tempo: "La ripresa è stata un dominio nerazzurro sul piano del possesso-palla, e non avrebbe potuto essere diversamente. La Juve si è messa dietro ad aspettare. Della squadra di Chivu, sull’1-1, ho apprezzato la pazienza: in certe situazioni è molto facile farsi prendere dalla tensione e dalla frenesia, e poi, se non arriva il gol, si finisce per entrare in un tunnel senza uscita. L’Inter, invece, ha aumentato la velocità delle giocate, ha mosso il pallone da un lato all’altro del campo, ha piazzato un’infinità di cross in mezzo all’area, e l’inserimento di Pio Esposito è stato determinante per arrivare al 2-1. Questo ragazzo è una risorsa per l’Inter e per il calcio italiano, e lo dico pensando ovviamente alla Nazionale". 

Nel finale è arrivato il 2-2 di Locatelli, ma la squadra di Chivu "non conosce la parola 'depressione' - scrive l'ex allenatore -. I nerazzurri volevano la vittoria e i tre punti se li sono conquistati con la fatica, con il sudore e con l’orgoglio. Il gol di Zielinski è un’autentica liberazione, Chivu esulta come fosse un giocatore e posso capirlo: quando le partite contengono un tale livello di adrenalina, anche gli allenatori partecipano alla lotta ed è giusto così. In conclusione direi che l’Inter ha dato una bella accelerata in chiave scudetto, però la Juve ha dimostrato di poter battagliare ad armi pari (se le armi sono pari...) e un posto in zona Champions League è ampiamente alla portata".

Sezione: Copertina / Data: Dom 15 febbraio 2026 alle 11:45
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.
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