L’Inter bella e sprecona esce da San Siro con 3 punti e qualche certezza in più. Il fantasma del Sassuolo che aleggia da diverso tempo vicino alle anime nerazzurre stavolta è stato scacciato non senza difficoltà. Ma il gioco interista fatto di verticalità e velocità voluto da Cristian Chivu si sta cominciando a vedere, ancora con grandi margini di miglioramento soprattutto nella concentrazione da tenere altissima nelle fasi finali di ogni gara.
Nell’Inter si rivede la coppia d’attacco di Amsterdam. Pio Esposito, dopo qualche fatica iniziale nel lavoro di sponda, fa salire benissimo la squadra venendo sempre incontro ai centrocampisti e fungendo da cerniera con l’attacco. Attira su di se Idzes o Muharemovic a turno con dei raddoppi dei centrocampisti del Sassuolo, e libera spazio per i compagni. Thuram è più opaco del solito perché pochissime volte riesce a scatenare la sua qualità in velocità, accorciato bene da Doig e da uno dei due centrali libero dalla marcatura di Esposito. A centrocampo inizialmente il filtro in fase di non possesso non funziona come dovrebbe e spesso il Sassuolo cerca una palla lunga in profondità che trova tra le linee Laurienté, decidamente l’uomo più pericoloso degli emiliani, che coi suoi tagli dentro il campo e la sua velocità, spariglia le carte e mette costantemente in apprensione la difesa nerazzurra. Difesa che poi in fase di possesso sviluppa il gioco prevalentemente a sinistra con la grande gamba di Carlos che sovrappone a Dimarco e taglia centralmente con e senza palla, creando in più di un’occasione superiorità e pericolosità sulla tre quarti campo.
Dal lato opposto Dumfries e Akanji restano più diligenti e bloccati, alle prese spesso coi tagli del 45 del Sassuolo o con la mezzala Kone che prende il posto dell’ala sulla fascia e sovrappone. Matic funge da perno e da equilibratore in fase di possesso. I terzini del Sassuolo sono molto propositivi e accompagnano l’azione d’attacco sia da destra con Coulibaly che a destra con Doig. In fase invece di non possesso gli uomini di Grosso si compattano bassi e stretti con una linea da 6 dietro e poco più avanti una da 4, lasciando iniziativa ai nerazzurri e marcando a zona. L’Inter con il gioco sulla sinistra, le sponde e il riempimento dell’area di Esposito e nel secondo tempo con le mezze ali Sucic e Barella che alzano il raggio d’azione, riesce ad andare sopra al Sassuolo nel gioco e nel risultato, concedendosi qualche disattenzione finale che rischia di riportare in vita il solito fantasma neroverde che aleggia su San Siro. Ma per sta volta gli spettri del passato non hanno avuto il sopravvento.
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