In coppa si è vista un'Inter impaurita, diversa. De Boer sembra aver pensato prima a non prenderle. "Un ravvedimento frutto delle raccomandazioni di Zanetti, Ausilio e Gardini all’allenatore ma pure di alcuni colloqui tra lo stesso De Boer e i membri più influenti dello spogliatoio - riferisce Tuttosport -. Giusto intervenire dopo la sbandata di domenica, il problema è che però, così facendo, De Boer rischia di perdere quella forza propositiva che rendeva interessante il suo progetto di calcio".

Insomma, l'ideale sarebbe una via di mezzo. Un compromesso. Ma anche Tuttosport non dimentica di sottolineare un eventuale nuovo cambio di rotta in caso di ulteriori passi falsi. "Il problema è che l’olandese è già il secondo allenatore a sedersi in panchina dopo Mancini ed, essendo sfumate le piste che portavano a Garcia e Prandelli, in (malaugurato) caso di esonero sarebbe inevitabile pensare a un traghettatore che, pur avendo comunque come obiettivo quello di raggiungere il terzo posto, permetta al club di lavorare in ottica futura su un big, vale a dire Diego Simeone (ma occhio a Bielsa, con cui Zanetti ha un filo diretto). Per questo motivo, stante la necessità che il prescelto conosca il nostro calcio, le alternative non sarebbero molte. Tra i papabili, ovvero Pioli, Guidolin, Leonardo e Mandorlini, l’allenatore più propenso a vivere i prossimi mesi nel tentativo di fare all-in, sarebbe quest’ultimo: l’ex tecnico del Verona - un maestro nel 4-3-3, nonché uomo con cui ha già lavorato (bene) a Verona il dg Gardini - pur di legarsi alla squadra di cui da sempre è tifoso sarebbe disposto anche a scommettere su di sé con un contratto fino al termine della stagione con opzione su quella successiva magari condizionata al raggiungimento della Champions". 

Sezione: Rassegna / Data: Sab 22 ottobre 2016 alle 09:29 / Fonte: Tuttosport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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