Matias è figlio d'arte. Il papà, Daniel, è stato uno dei più grandi attaccanti uruguaiani. Il cognome Fonseca è pesante, ma lui sta dimostrando di saper reggere la pressione. Ecco le sue parole alla Gazzetta dello Sport.

Un po’ di storia famigliare, per favore.
"Sono nato nel 2001 a Napoli dove i miei genitori si erano conosciuti quando papà giocava li. È scoppiato l’amore ed è arrivata la famiglia. Nel 2001 vivevamo a Torino perché papà era alla Juve. Mia madre, napoletana, ci teneva che nascessi nella sua città e così è stato. Sono stato lì un mese, poi siamo tornati a Torino e quando papà è andato al Como l’abbiamo seguito. Sono rimasto sempre lì sul lago".

Sulla maglia della nazionale da indossare in casa c’è stata discussione?
"No. Mio padre è felicissimo che giochi con l’Italia perché parte da un presupposto diverso: se io sono contento lo è anche lui. E al momento la mia volontà va verso la nazionale italiana. È stato tutto molto naturale, mio padre ci scherza su".

E se più avanti dovesse arrivare il momento della scelta tra le due nazionali?
"Ho una grande passione per la nazionale uruguaiana però sceglierei quella italiana. Io mi sento italiano. Al momento non ho dubbi. Poi più avanti si vedrà".

Il legame con l’Inter?
"Speriamo bene. È arrivata la prima convocazione in A ed è stata una bella emozione, non me lo sarei mai aspettato. A settembre, pensare che in tre mesi sarei stato in panchina con Conte, era un sogno. Spero di poter vivere altre emozioni così. Nella vita ci vuole tanto impegno, non bisogna mai mollare anche quando le cose non vanno per il verso giusto, perché i sogni possono diventare realtà".

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Sezione: Rassegna / Data: Ven 17 Gennaio 2020 alle 09:52 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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