E meno male che avevano litigato... Marcelo Brozovic e Romelu Lukaku, proprio loro, decidono il derby: il croato apre le danze a inizio ripresa e il belga chiude tutto nel finale. "Ieri sera lo spogliatoio dell’Inter era un trionfo di urla. E che non ci siano fraintendimenti: stavolta erano voci esultanti per un derby stravinto - ironizza la Gazzetta dello Sport -. Il disegno perfetto della serata ha pure il piede malandrino e fortunato di Rafael Leao come compagno di viaggio, lì a deviare casualmente il tiro di Brozovic, a scrivere una traiettoria ispirata dal destino, l’apriscatola del derby. Poi la partita l’ha chiusa il capoccione di Lukaku, alla fine di un match faticoso, senza troppi palloni giocati, giusto un destro poco preciso su assistenza di Lautaro nel primo tempo. E poi mille braccia a incitare i suoi tifosi, quei tifosi a cui ha regalato un saggio delle sue qualità: movimento in anticipo, stacco di testa e pallone che vale una statistica niente male, se è vero che questa è la quarta stagione consecutiva in cui Lukaku ha segnato almeno tre gol nelle prime quattro presenze in campionato. Questo l’ha festeggiato con il dito in bocca, omaggio al figlio Romeo. E poi ha puntato la telecamera urlando «Maman je t’aime», dedica alla mamma Adolhpine, che di fatto lo aiuta a crescere il bambino. E Brozovic? Lingua in fuori a festeggiare il suo secondo gol in campionato, l’attesa per un Var che l’ha fatto tremare e poi gioire. Beffa servita: Boban, oggi dirigente del Milan, fino a ieri era uno dei soli due croati (l’altro è Perisic) ad aver segnato in un derby di Milano. Ecco, ora siamo a tre. Restiamo sui numeri? Brozo è l’unico centrocampista in Serie A ad aver segnato almeno un gol in tutti gli ultimi sei campionati. In campo ha corso come un matto: mica un modo di dire: 13,1 km, due in più del secondo nerazzurro, Barella con 11,1. Maratona con abbraccio e high five proprio con Lukaku, il lieto fine è servito".

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Sezione: Rassegna / Data: Dom 22 Settembre 2019 alle 09:30 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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