Compie oggi 80 anni Ariedo Braida, storico dirigente del calcio italiano con una lunghissima militanza nel Milan e che tuttora è vicepresidente del Ravenna, con cui si appresta a disputare i playoff in Serie C. In occasione del suo compleanno, Braida ha rilasciato un'intervista a Tuttosport

"Marotta e Ausilio come Galliani e Braida? Sono un grande tandem che funziona benissimo. Il paragone ci sta - risponde a Tuttosport -. C’è poco da dire: sono i migliori in questo momento. I risultati parlano e non mentono mai. Se vinci diversi campionati e fai 2 finali di Champions in 3 anni, significa che sei bravo. Ho visto crescere entrambi: Piero si occupava dei giovani dell’Inter e ha fatto una grande carriera. Con Beppe siamo amici fin dai tempi del Varese: sono stato anche suo testimone di nozze".

Nello sfogliare l'album dei ricordi si parla anche di un doppio ex di Milan e Inter. "Un giocatore che ha reso meno di quanto si credesse? Facile: Patrick Vieira, un centrocampista formidabile. Lo prendemmo nel novembre del 1995 quando aveva soltanto 19 anni. In quel Milan pieno di campioni fece fatica a trovare spazio e noi sbagliammo nel non aspettarlo. Mi fa piacere che qualche anno fa abbia dichiarato che sono il suo papà italiano. Ero sicuro sarebbe diventato un grande giocatore, ma in quel Milan la concorrenza era altissima. E il Milan di oggi? Per il primo posto manca un gruppo di giocatori più strutturato. Servono elementi che abbiano qualcosa in più, altrimenti con questa rosa il Milan non ce la farà mai a vincere il campionato. Devono aggiungere 2-3 campioni alla Modric e Rabiot: gente che alza il livello del gruppo e di qualità superiore. A partire dall’attacco".

In un'altra intervista pubblicata dal GiornoBraida parla ancora della grande amicizia con Beppe Marotta. "Nel 1969 giocavo a Varese, facevo l’attaccante. Dietro la porta c’era un bambino appassionato di calcio che raccoglieva i palloni, si chiamava Giuseppe Marotta e aveva solo 12 anni. Io lo guardavo con grande affetto. Abbiamo un rapporto bellissimo e non solo perché i nostri destini professionali si sono incrociati. Sono stato anche suo testimone di nozze. I risultati parlano per lui, con umiltà ha ottenuto successi strameritati".

Sezione: Rassegna / Data: Mar 21 aprile 2026 alle 10:20
Autore: Antonio Di Chiara
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