"Stiamo giocando molto bene, Conte ha creato una mente alveare: non ci sono più calciatori che ragionano per loro conto, lo fanno tutti in funzione di un meccanismo. Il mister ha una feroce determinazione, amo la sua passione, il modo in cui sente e soffre ciò che fa. Anche la famiglia Zhang sta facendo un bel lavoro, circondata da una dirigenza valida. Il mercato è stato importante, anche se secondo me per arrivare al top servono altri 3-4 acquisti. Poi sono felicissimo sia tornato Gabriele (Oriali, ndr), mia ispirazione calcistica quando giocavo... Ma andavo pazzo pure per Cambiasso, la vera anima del Triplete". Lo dice Paolo Bonolis alla Gazzetta dello Sport nel giorno di Inter-Juventus.

Rivede qualcosa di quell’Inter in quest’Inter?
"La stessa determinazione, ma portata 30 metri più avanti".

Quindi siete da scudetto?
"Lo sento dire spesso, a volte è solo un gioco delle parti per mettere pressione... La Juve ha una rosa importante e vasta: credo sia ancora la favorita".

Quanto peserà l’esito della gara di stasera?
"È psicologicamente importante. Se l’Inter la chiudesse in modo positivo, che sia una vittoria o un pareggio, sarebbe un lubrificante non da poco nell’attrito della stagione. Se invece le cose non andassero, oggettivamente non sarebbe determinante per niente, soggettivamente potrebbe significare qualcosa. Resto convinto però che il nostro mister sappia fare da setaccio sulle preoccupazioni, magari se le prende lui ma le toglie agli altri".

Nel libro scrive che «l’insuccesso fa parte della vita».
"Senza dubbio, bisogna farsi carico dell’impegno che metti e poi stare a posto con la coscienza. Almeno finché le regole vengono fatte rispettare da tutti. Sappiamo quale peso abbia avuto la Juve sulla nostra storia. In qualche modo è venuto tutto a galla e ci sono state conseguenze, a mio parere però non adeguate alla colpa rilevata".

Dice la sua sui “buu” razzisti, in un modo apparentemente impopolare oggi.
"Bisogna andare a fondo nelle cose. Io sono il primo a dire che il razzismo è gravissimo, ma definendo razziste certe cose in realtà si svilisce l’importanza di quello che si dovrebbe combattere e cancellare. Allo stadio è sempre andata così. Perché il “buu” è grave e “cornuto” a Baresi no? Quindi attenzione: il razzismo, quello vero, implica l’odio, la negazione dei diritti ed è proprio di gente che ha i vermi nel cuore; il “bu bu” è un atto di maleducazione che si potrebbe facilmente evitare, se non fosse che allo stadio spesso anche i più nobili perdono i freni inibitori. Figuriamoci i meno nobili!".

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Sezione: Rassegna / Data: Dom 06 ottobre 2019 alle 09:43 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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