"Le squadre devono lavorare sempre in base agli obiettivi. Coppa d’Asia e Mondiale, per esempio, li ho preparati come se fossero una stagione vera e propria, giocando le amichevoli. Adesso i club di Serie A non hanno la possibilità di fare le “verifiche”: l’allenamento va bene, però poi è la partita che ti dà il maggior numero di indicazioni. Secondo me questa ripresa è una grande forzatura, i giocatori sono in uno stato mentale anomalo come tutti: io non devo giocare né allenare ma mi sento diverso, il virus ha cambiato le nostre abitudini". Così Alberto Zaccheroni, ricordando la sua esperienza da c.t. del Giappone, spiega alla Gazzetta dello Sport le particolarità della probabile ripartenza del calcio italiano.

"In questi mesi di ripresa non si potrà caricare troppo: se fossi in panchina cercherei di rimettere ordine nella squadra, di raggiungere al più presto quella brillantezza fisica che serve per giocare tante partite in pochi giorni - avvisa -. Si dovrà sempre lavorare sulle distanze corte, nel breve, usando tanto la palla".

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Sezione: News / Data: Sab 23 maggio 2020 alle 01:30 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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