Carolina Morace, intervistata da La Repubblica, è intervenuta sul momento delicato della FIGC e sulla posizione del presidente Giovanni Malagò. "Si è cercato un cavillo, evidentemente il presidente Malagò non è ben visto dai ministri Abodi e Giorgetti. C'è chi gli ha dato il via libera per candidarsi, e adesso dicono che non poteva farlo? Io stimo Giovanni. Penso che la cosa più importante sia avere su quella poltrona qualcuno che lavori non per la propria rielezione, ma per produrre cambiamenti. Eviterei il commissariamento e darei il tempo a Malagò di fare le riforme, compreso pensare a qualcosa per far giocare di più i giovani".

"Mi sembrano strane certe dichiarazioni"

L'ex attaccante della Nazionale ha parlato anche dei rapporti tra sport e politica. "Per un governo che si dichiara estraneo alle questioni interne al Coni mi sembra quanto meno strano le dichiarazioni di un ministro sulle scelte dei due vicepresidenti. Per non parlare del favore espresso nei confronti di Mancini". Secondo Morace, l'attenzione dovrebbe concentrarsi soprattutto sui problemi strutturali del calcio italiano. "Le selezioni giovanili fanno bene, ma non si riesce a tradurre il calciatore di talento in uno di alto livello. Si chiede troppo e subito, la gente parla ma non conosce nulla dei vivai". Poi un'altra riflessione: "Abbiamo nel sistema persone che vogliono arricchirsi con il calcio, fanno i loro interessi. Poi c'è un altro tema".

"Servono persone preparate"

Morace insiste sulla necessità di puntare sulle competenze. "Non è che perché sei stato un grande calciatore allora puoi fare il dirigente, quella è un'altra cosa. Abbiamo bisogno di persone preparate, con una qualifica, non del grande nome". E aggiunge: "Filippo Galli è bravo, ragiona con cognizione di causa. Ma noi quelli che ci sanno fare li teniamo fuori".

Su Bianchedi: "La sua scelta mi ha sorpresa"

Spazio anche alle dimissioni di Diana Bianchedi da capo delegazione della Nazionale. "Sinceramente ero rimasta sorpresa dal suo incarico. Penso che una persona dell'ambiente del calcio sarebbe stata una scelta più rispettosa nei confronti del nostro mondo". Morace precisa comunque la propria stima personale: "Premesso questo, Diana è una grande professionista e, al di là di quanto è stato detto e scritto, credo che la sua sia stata una scelta per poter votare liberamente nella prossima giunta Coni".

"Il calcio femminile ha bisogno di un progetto"

Netta anche la posizione sul movimento femminile: "Inutile dire che crediamo nel femminile se non c'è uno straccio di programma. Chi dovrebbe parlare sta zitta". Morace mette in guardia anche sulla sostenibilità del professionismo: "Oggi si basa sul fondo del governo. Senza un progetto, il professionismo andrà a morire".

"Malagò è stato democraticamente eletto"

La conclusione torna sul futuro della Federazione e sulla possibile decisione del CONI. "Se ci sarà il commissariamento, il calcio dovrebbe prendere posizione. Malagò è stato democraticamente eletto il 22 giugno".

Sezione: News / Data: Sab 03 ottobre 2026 alle 12:28
Autore: Ludovica Ferrante
vedi letture