Se negli ultimi giorni era scoppiata la guerra tra Inter e Milan, a seguito del derby, la cessione di Mancini in prestito ai rossoneri sembra riportare la pace tra le due squadre meneghine. Il brasiliano, inutilizzato da Mourinho e voglioso di riabbracciare i compagni connazionali a Milanello, è solo l’ultimo di una lunga serie di scambi tra nerazzurri e rossoneri, nel corso dell’ultimo decennio. Affari di mercato che, a dirla tutta, hanno sempre favorito i rossoneri. Gli scambi Pirlo-Guly e Seedorf-Coco rientrano in questa tipologia. Andrea Pirlo, additato da tutti come il nuovo Baggio, all’Inter non è mai esploso, mentre al Milan è arrivato a diventare uno dei migliori interpreti nel suo ruolo (quando Ancelotti lo trasformò in regista). Clarence Seedorf, che ricordiamo con piacere per quella straordinaria doppietta alla Juventus, era solito mugugnare con Cuper per una posizione tattica che non lo soddisfava. Al Milan i due in questione hanno portato coppe e un campionato, divenendo l’ossatura di un centrocampo affidabile, quando all’Inter altro non erano che l’osso buco per il brodo.

L’Inter da par suo guadagnò Guly e Coco che, per carità, avranno brillato anche da altre parti, ma in nerazzurro verranno solo ricordati come due scommesse perse da Cuper. Il bilancio degli scambi ha quindi fatto gioire i rossoneri, che vivono tutt'ora di rendita con i due centrocampisti acquistati dall’Inter. Si spera che il sacrificio di Mancini non sia stato una mossa azzardata (libera comunque l’Inter da parte dei 3.5 milioni di ingaggio), perché il brasiliano ex Roma le occasioni le ha avute ma per tanti motivi non ha brillato, come fece con Capello e Spalletti. Ora i tempi sono cambiati e la dirigenza nerazzurra ha imparato dai suoi errori e di certo non commetterà più gli sbagli del passato. Infatti ha solo assecondato la volontà di un giocatore desideroso di passare dall’altra parte del Naviglio in un clima più brasileiro che possa portagli beneficio, e con un allenatore che forse ha bisogno di uno come lui.

Sezione: News / Data: Mar 02 febbraio 2010 alle 13:02
Autore: Alberto Casavecchia
vedi letture
Print