Domani, allo stadio Brianteo di Monza, avverrà lo storico debutto dell'Inter Women nella Women's Champions League nel match contro le svedesi dell'Hacken. David Sassarini, tecnico delle nerazzurre, si presenta in conferenza stampa per raccontare come sta vivendo le ore precedenti questo appuntamento importante e come spera che le sue ragazze approccino l'impegno:

Mister, è la prima vigilia europea di questa stagione, arrivata con merito dopo una grandissima rimonta col Wolfsburg: quella rimonta ha cambiato un po' la percezione della squadra e delle sue potenzialità in Europa?

"All'inizio pensi sempre che vuoi capire dove sei. Noi sappiamo dove siamo, che il percorso è all'inizio e che la squadra deve completarsi nel forgiarsi, la partita col Wolfsburg per noi è stata quantomeno un modo per sbloccarci."

Che obiettivi vi ponete in questa competizione e che cosa vorrebbe vedere domani in campo dalle ragazze?

"L'obiettivo è quello di imparare, di provare a fare la partita e anche di sbagliare. Dico sempre che per me è fondamentale vedere sbagliare, che non mi piacciono le giocatrici timide: voglio vedere tanti errori, perché gli errori possono farli il sottoscritto e le calciatrici, ma negli errori ci sono cose belle e questo fa parte del percorso di costruzione che stiamo iniziando, di volerci forgiare, fare la partita ed essere dominanti. Anche nei momenti negativi la partita gira - e lo abbiamo fatto nel ritorno col Wolfsburg: dobbiamo mantenere questa mentalità di voler continuare a giocare sia nel bene che nel male. Solo così si diventa una squadra forte e noi dobbiamo far questi: coraggiosi, consapevoli che sbaglieremo tanto, ma che gli errori fanno parte della partita e dell'essere noi stessi".

A che punto è il lavoro con il gruppo e con i nuovi innesti in questo inizio di stagione?

"Se mi chiedete qual è la mia formazione qui non ce l'ho. Ho un gruppo che lavora bene, che lavora tanto, e se la squadra è già a questo livello di attenzione, di disponibilità, determinazione e anche di dettagli tattici è sicuramente grazie all'applicazione e all'apertura che hanno avuto loro nel portare un'idea nuova. Questo è merito loro, e credo che l'entrare in Champions faccia parte di un ciclo cominciato tanti anni fa con allenatori che hanno fatto bene e calciatrici che hanno portato avanti questa volontà".

Contro il Wolfsburg la squadra ha dimostrato di saper soffrire, reagire e non snaturarsi. Domani l'Inter potrebbe essere chiamata a fare maggiormente la partita: cambia qualcosa rispetto ai vostri principi?

"Ho visto tutte le partite dell'Hacken, ne ha fatte tante perché sono quasi alla fine del campionato. Loro sono una squadra coraggiosa come noi, mi aspetto una bella partita perché hanno coraggio e spregiudicatezza. Non sarà una partita semplice, non ci lasceranno fare gioco perché vorranno farlo loro. Dovremo essere bravi a trovare i nostri equilibri, sfruttare i loro difetti e limitarne i pregi. Sappiamo cosa fare dentro la partita, non sarà facile ma proveremo a fare bene".

Dopo la partita col Wolfsburg ha parlato dell'importanza dei dettagli, ce n'è uno specifico che può incidere sulla partita di domani?

"Ce ne sono tanti, non posso dire cose specifiche: per provare ad avere la palla bisogna sapere come riconquistarla. Dentro la partita ci sono tante fasi e questa sarà una fase importante: noi siamo una squadra forte e con qualità che vuole imparare. Domani sarà già un primo momento per imparare, con la consapevolezza che proveremo a vincere"".

Ha accanto a lei Irene Santi, le chiedo cosa si aspetta dalle calciatrici più esperte e abituate a questo tipo di partite?

"Che si infischino se sbagliano qualcosa, loro devono sbagliare. Il responsabile sono io".

Se dovesse indicare un obiettivo per il percorso europeo, preferisce parlare di risultati o di crescita del progetto Inter Women a livello internazionale?

"Il percorso si fa di pari passo coi risultati, ma quello che mi interessa è forgiare una squadra che non abbia alti e bassi e non sia umorale nel risultato, sopra o sotto ci interessa poco: sono cento minuti, dobbiamo giocarli tutti con l'idea di provare a fare gol. Ci sono momenti in cui devi essere intelligente: vai sotto, ma ci sono sempre dieci minuti in cui può recuperare, lo steso se vai sopra. Si continua a giocare, questa deve essere la mentalità della squadra. Occorre un percorso, questa deve essere la mentalità della squadra."

Sezione: Copertina / Data: Lun 21 settembre 2026 alle 13:35 / Fonte: Inter.it
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.