Fresco del suo 60esimo compleanno, Roberto Samaden, responsabile del settore giovanile dell'Atalanta dopo un lungo passato all'Inter nel medesimo ruolo, parla ai microfoni del Corriere di Bergamo raccontandosi a 360 gradi. Con ampio spazio dedicato alla sua parentesi nella Milano nerazzurra: "La prima volta che entro a San Siro ho 5 anni, contro il Foggia. Poi, nel ’95, Massimo Moratti mi chiede di sviluppare progetti e mi occupo anche dell’Inter Campus. A Moratti sarò grato per la vita, così come a Giampiero Marini, che per primo ha creduto in me. Sul lavoro, quando mi è stato chiesto qualcosa ho sempre risposto di sì. Finché nel 2006 Piero Ausilio mi fa smettere di allenare, per darmi la responsabilità dell’attività di base. All’inizio ci resto malissimo, poi capisco la lungimiranza: arriva un punto in cui fare troppe cose non è più un valore, ma un limite. Infatti è stata la svolta della mia carriera. Ci vuole coraggio nell’arretrare Andrea Pirlo per cambiarlo di ruolo. Dopo la famiglia Moratti, è stato facile scegliere quella Percassi e l’Atalanta. Il miglior settore giovanile italiano, con una proprietà che ha una grandissima attenzione proprio ai rapporti".

Sul campo, invece, come procede?
"Siamo molto soddisfatti. Tutte le squadre sono ben posizionate, anche se nessuna primeggia. Se un giovane è pronto, da noi viene promosso alla categoria superiore perché cresca ancora di più. Così facendo, in termini di risultati qualcosa lo lasci. Ma ci sono giovani di prospettiva che seguiranno i percorsi di Palestra, Bernasconi e Carnesecchi".

Su chi pensa di aver inciso in modo più importante?
"Sarebbe facile rispondere Federico Dimarco, i fratelli Esposito, Andrea Pinamonti o Michele Di Gregorio. Ma preferisco pensare all’inizio del percorso da allenatore di Cristian Chivu".

Che regalo vorrebbe, oggi?
"Dal punto di vista lavorativo, il più bel regalo l’ho ricevuto con tre anni di anticipo: arrivare all’Atalanta. Dovessi sceglierne un altro, mi piacerebbe che in Italia si facesse veramente qualcosa per il calcio giovanile, investendo risorse e coinvolgendo competenze. Smettendo di parlare e facendo i fatti".

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 31 marzo 2026 alle 20:41
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Christian Liotta
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.