Ospite in diretta sulla pagina Instagram di Mario_Inter_Youtuber, Marco Materazzi ha parlato estesamente di Inter, tra passato e presente. Ecco le parole di Matrix:
Rammarico di un trofeo non conquistato con l’Inter.
"La Supercoppa europea. Con la squadra che avevamo potevamo vincerla, l’Atletico in quel periodo erano alla nostra portata. Ma qualcosa è andato storto e non siamo riusciti ad essere stati bravi abbastanza per vincere anche quel trofeo. Quello avrebbe voluto dire salire sull’Olimpo del calcio a livello del Barcellona che era quello che era il nostro stimolo. Ne parlavamo anche con Julio Cesar che il Barça vinceva uno, due, tre, quattro, cinque, sei trofei e ci chiedevamo se riuscissimo mai ad arrivare ad avere l’obiettivo di vincerli tutti e nel 2010, passo dopo passo, si vedeva il traguardo. Purtroppo l’ultimo scalino non l’abbiamo superato, ma cinque su sei, è vero che non siamo come il Barcellona….".
Qual è il segreto per farcela?
"Non c’è una regola o una legge. Ci vuole passione, ascoltare poco i genitori in campo perché tutti abbiamo il Messi o il Maradona in casa e facciamo del male ai nostri figli. E poi ci vuole un pizzico di fortuna, su un milione ne arrivano uno o due. Poi la volontà fa tanto. Capita a tutti che un allenatore non ti vede, ma ognuno deve andare avanti e avere l’aspirazione di arrivare a giocare a certi livelli a prescindere dalla categoria. Il percorso di ognuno è diverso, l’importante è la passione".
Quanto ti mancano il calcio e lo spogliatoio?
"È come una classe a scuola. Ti crei le amicizie e non vai d’accordo con tutti, è normale. Ma ci vuole il massimo rispetto, lo spogliatoio è un luogo sacro. Quello che conta poi è il risultato, che ottiene anche con il rispetto nei confronti di tutti. Noi avevamo un gruppo di amici, non tutti alla stessa maniera. Javier Zanetti avevo un rapporto con Cordoba, io con Chivu e Stankovic, ma in campo era una guerra sportiva contro tutti. Eravamo uniti. Se c’è un giocatore in particolare con cui non d’accordo? Non c’è mai stato. Mi conoscete, son sincero. Conquistando qualcuno non condividevo i metodi, ma tutto lì".
La maglia scambiata a cui sei più affezionato?
"Probabilmente non c'è, ne ho talmente tante che custodisco con gelosia. Ho quella di Van Bommel e di Henry che sono delle due finali, ma le più importanti sono quelle che indossato, quelle del Triplete. Il resto conta poco".
Se ti avessero cercato Juve e Milan e fine carriera, chi avresti scelto?
"Rispetto le scelte di Vieri (al Milan, ndr) e di Lucio (alla Juve, ndr), quando sei straniero è differente. Io a fine carriera non sarei andato in nessuna delle due per rispetto dei tifosi. Al Milan prima del Mondiale? Probabilmente ci sarei andato per orgoglio a giocare con Maldini e Nesta. All’Inter non avrei giocato. Lippi mi aveva detto di giocare per giocare il Mondiale, poi Facchetti mi disse di rimanere. Sarei andato per 3 anni e mezzo di contratto, non sarei andato per soldi. Alla fine mi è andata bene, sono diventato tifoso dell’Inter, ho vinto un Mondiale e un Mondiale per club con l’Inter e sono l’unico della storia dell’Inter. Cosa che non è successa a Matthaus o Oriali, gente che stimo tanto. Lo auguro anche ad altri di altre nazionalità, vorrà dire che l’Inter avrà vinto di nuovo".
La Coppa del Mondo.
"L'ho baciata, picchiata, ho fatto di tutto perché sembrava una cosa irreale, dovevo sentire che non era finta. Una volta che ce l’ha hai voglia di fare tutto perché non ti sembra vero".
Più pesante la Coppa del mondo o la Champions?
"Come peso dico la Coppa del Mondo, sono almeno 4/5 kg. Ma la Champions l’ho riempita con mia figlia, poi l’ho messa giù perché avevo paura di romperle le orecchie. Siamo tornati a Milano all’alba, erano le 6 di mattina perché Pandev aveva l’antidoping. C’erano tanti tifosi, meno male non siamo arrivati di notte altrimenti non saremmo potuti neanche entrare a San Siro secondo me".
C’era differenza nei rapporti nello spogliatoio tra Mancini e Mourinho?
"No, sono due persone che sanno come ci si comporta. Sono esigenti ma lasciano vivere. José sapeva cosa voleva, noi sapevamo cosa voleva. Mancini era stato un grande giocatore e sapeva come farci stare bene, poi la differenza la fa la fortuna e la qualità".
Mourinho dopo la finale di Madrid è venuto ad abbracciarti:
"Se fosse salito sul pullman con noi non sarebbe mai andato a Madrid, l’ho detto anche lui da poco. In Italia sicuro, probabilmente avremmo vinto un altro scudetto. La Champions forse no, è un torneo particolare, ma in Italia avremmo dominato. Lui aveva fatto quella scelta professionale da prima, io entravo negli spogliatoi e gli dicevo di rimanere. A noi interisti ci ha lasciato qualcosa di difficilmente ripetibile. Se ci siamo detti qualcosa notte di Madrid? Ci avevo provato fino all’ultimo. Ho detto solo, ‘guarda con chi ci lascerai’. L’anno dopo infatti è stato un anno da dimenticare, abbiamo vinto Mondiale per Club e Coppa Italia ma perché eravamo forti noi, un gruppo incredibile".
Eto’o ti ha mai scritto per i botta e risposta tra te e Ibra?
"Samuel mi vuole bene come un fratello. Non mi ha mai scritto niente, lui conosce il mio pensiero. Gli avevo mandato un messaggio per dirgli di venire, lui chiese conferma ad Albertini sul mio numero e mi rispose 'arrivo'. Aveva già vinto un Triplete, poi lo stesso con noi. Immaginate la soddisfazione per lui. Lo stimolo era già grande".
Ronaldo il Fenomeno.
"Ho avuto l’onore di spogliarmi nello spogliatoio con lui, era una ragazzo incredibile e non ha mai fatto una volta il fenomeno. E’ forse l’unico al mondo di quelli con cui ho giocato che non si ci ha mai fatto pesare il fatto di essere un fenomeno. Da noi era una cosa piacevole starci insieme. Poi era meglio non incontrarlo neanche in allenamento o uscivi con le gambe incrociate. Il mio rammarico è di essermelo goduto poco e chiedo sempre a Colonnese com’era i primi anni all’Inter, un mix tra CR7 a Messi. Era una cosa unica e per me loro sono tra i 5 più forti mai esisti. Quando vedo i video di Ronaldo mi emoziono, l’altro giorno ho visto il gol a Mosca in Coppa Uefa, è passato in mezzo a due giocatori, contro la fisica. Era una cosa incredibile”.
5 maggio 2002.
"Meglio non ricordarlo".
Quanto era forte Samuel?
"ho avuto la fortuna di giocare con tutti i più forti, Walter era uno di questi. Nonostante fossimo due mancini, come contro Necid del Cska, ci capivamo con lo sguardo. Era impossibile passarlo, era cattivo veloce ed esperto. A Madrid, dove il calcio è differente, non andò bene, ma poi ha dimostrato di essere tra i più forti della storia del calcio".
Nella difesa a 3 di Conte, secondo te Skriniar sta avendo problemi?
"E' forte e veloce, ma nella difesa a 4 ha più punti di riferimenti. Ha fatto bene nei due anni passati, ma Conte è il migliore che gli può insegnare questo modulo".
Un parere su Bastoni
"E' cattivo, ha piede ed è intelligente. Può essre il capitano del futuro, a me piace tanto. Poi ha una grandissima qualità: è italiano e interista, quello conta. Poi l'attaccamento ce l'hanno anche gli stranieri, vedi Zanetti, Cordoba, Maicon, Stankovic ecc...".
Che persona è Milito?
"Diego è una persona calmissima, molto umile. Era un grande giocatore, faceva gol in ogni categoria e squadra: l'anno del Triplete ce lo ha fatto vedere. Noi sapevamo che da solo poteva inventarsi qualcosa, non finiva mai 0-0 con quell'attacco così".
Pallone d'Oro 2010.
"L'avrei dato a Sneijder perché l'Olanda è anche arrivata in finale del Mondiale con 5 gol; in più fece l'assist per Robben con la Spagna. Wes fu determinante per noi e per la sua Nazionale, non me ne voglia Diego".
Parlaci di Adriano.
"Non era pazzerello. Poteva vincere 2-3 Palloni d'Oro, era veramente devastante: faceva reparto da solo. La morte del padre non l'ha aiutato. Dopo il gol contro il Real ho esclamato 'dove l'hanno trovato?'. Ha tirato una 'lavatrice' in porta. Fosse rimasto con noi anziché andare a Firenze, avrebbe potuto darci una grande mano quell'anno. Senza nulla togliere a Kallon e Ventola che ci diedero tanto".
All'Inter in estate è stata fatta piazza pulita: hanno fatto bene?
"Io non giudico, mi astengo perché non è corretto nei confronti di chi ha preso delle decisioni. Ringrazio Icardi per i gol fatti, probabilmente gli ultimi sei mesi non sono stati gestiti bene da entrambe le parti. Sono i risultati che contano, e a oggi la squadra sta facendo un ottimo campionato. Ora è entrata la 'safety car', arriverà la Champions che toglierà energie alla Juve, sarà bello ripartire da zero col campionato. Bisogna credere allo scudetto, a maggior ragione in queste condizioni: vincerà chi sbaglierà di meno".
Lautaro-Lukaku.
"Si completano, è una delle migliori coppie d'Europa anche se manca qualcosina per arrivare al top: Cristiano-Dybala, Benzema-Bale e le altre sono coppie fortissime. Poi c'è Conte, uno dei più bravi, che saprà dire cosa manca per vincere. Per ora ha fatto un grande lavoro, adesso va completato".
Quanto ami la Curva Nord?
"Io li ringrazierò per tutta la vita, io sono stato adottato da loro: sono uno di loro e odiato da tutti gli altri. C'è un rapporto che va al di là di tutto, è una cosa unica: avrò sempre amore per chi mi ha sostenuto. Ci andròò a vedere una partita lì, lo devo a chi me lo chiede da tanto tempo. Già una gara l'ho fatta, il derby del gol di Milito in diagonale".
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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