Dopo aver liquidato agevolmente la pratica Union Saint-Gilloise in Champions League, l'Inter si rituffa in campionato con l'obiettivo di allungare a otto la striscia di vittorie consecutive in tutte le competizioni. Per riuscire nell'intento, i nerazzurri dovranno superare un ostacolo alto rappresentato dal Napoli di Antonio Conte, nel big match dell'ottava giornata di Serie A. Una sfida che Cristian Chivu ha anticipato così nella conferenza stampa indetta alla Pinetina per le 14:
Le insidie che può portare il Napoli.
"C'entra poco quello che è accaduto, ciò che conta è che si sfideranno la squadra campione d'Italia e vice campione d'Italia. Sono convinto che le ambizioni sono altissime da entrambe le parti, sarà una partita combattuta. Tutte e due le squadre vorranno dire la loro, con voglia di portare a casa il risultato".
Che risposte deve dare una partita del genere?
"Non possiamo fare paragoni con l'anno scorso, ma bisogna anche vedere cosa è successo: una squadra ha vinto lo scudetto, l'altra no. Domani saremo all'ottava giornata, è ancora presto. Le ambizioni e la rivalità ci sono perché il Napoli è una realtà importante del calcio italiano e non solo, ha vinto due scudetti negli ultimi tre anni. Quindi è una partita dove due squadre vorranno imporsi e dire la loro ambizione".
Hai concesso due giorni di riposo alla squadra dopo Bruxelles.
"Devo giustificare il giorno di riposo? A me sembra normale, il miglior allenamento per una squadra è il riposo. Veniamo da un periodo dove molti di loro non sono mai stati a casa per via delle Nazionali. Siamo rientrati alle 5 di mattina da Roma, siamo stati tre giorni in Belgio, mi sembrava giusto dare il minimo riposo per stare con le famiglie. A volte bisogna staccare, non bisogna sempre pensare sempre alle solite cose. Mi fido della loro professionalità, della loro responsabilità. Si gioca tanto, è difficile fare allenamenti per preparare la partita. I doms arrivano dopo più di 48 ore".
E' una partita che indirizza un campionato? (si sentono delle urla)
"Il giorno di riposo non ha fatto tanto bene (ride, ndr). E' una partita importante, non dobbiamo negare la realtà e l'evidenza. Sono punti importanti, si determina il cammino di una stagione. Ma è presto per dire qualsiasi cosa, sia noi che il Napoli abbiamo due sconfitte. Solo il Milan ha solo un ko, ma ha qualche pareggio. Si va avanti, è l'ottava giornata e bisogna capire l'importanza di questa partita. Si gioca tanto ma non ci si gioca tutto. Bisogna avere la passione giusta, non sarà una partita, in un ambiente a noi non favorevole. Dovremo essere preparati dal punto di vista mentale e fisico a fare una grande prestazione".
Vede qualche differenza tra la preparazione di una gara top da allenatore e giocatore?
"La mia esperienza mi ha insegnato che tutte le partite bisogna trattarle allo stesso modo, solo così riesci a dare continuità agli obiettivi. Non puoi permetterti il lusso di considerarti superiore a qualcun altro a priori, se hai questo approccio non vinci trofei. Se fai così, arrivano le sfide top e non sai come fare. Cerchiamo sempre di essere la nostra miglior versione. Io ho vissuto gruppi in cui era più difficile l'allenamento della partita, è la verità. Questo non vuol dire che noi non preparavamo la partita nella maniera giusta. Una vittoria non è mai scontata, bisogna meritarsela. Bisogna sapere gestire i famosi momenti".
Lautaro con Bonny o con Esposito? Cosa cambia per il Toro?
"Per me non cambia niente, sono solo numeri. Qualcuno pensa che Bonny sia più simile a Thuram, mentre Pio è Pio e non è simile a nessuno. Ho 4 attaccanti compatibili, il loro rendimento non cambia se li mischio. Sono generosi, mettono il gruppo davanti a tutto. Non esistono coppie migliori, hanno dimostrato in questo avvio di stagione che sanno stare insieme e non si pestano i piedi".
Sei italiano praticamente.
"Sono romeno ed orgoglioso di esserlo".
Milan-Como a Perth, come ti poni?
"Io ho imparato di non lamentarmi, non vedo fantasmi. Si sprecano energie quando ci si lamenta. Bisogna vedere il lato positivo, se c'è. Non sta a me, ma io ho fatto un'amichevole in Libia, sono andato felice fin là. Fai vedere che il calcio è internazionale, che siamo professionisti che hanno il dovere di fare determinate cose. Poi sta alla società gestire le energie, magari impareremo a fare cose per il bene della squadra dandogli qualche giorno di riposo".
Nella scorsa giornata c'è stato il record negativo di gol segnati...
"E' da tanti anni che sono in Italia, non c'è mai stata eccellenza nel fare gol. Le squadre sono preparate bene tatticamente, preparano la partita in base all'avversario. All'estero c'è meno preoccupazione dell'avversario, ci si concentra sul proprio gioco. Questo non vuol dire che il calcio italiano sia scadente, va in basso o è in ritardo. E' un modo di interpretare il calcio in una maniera diversa".
Domani i senatori dell'Inter affronteranno il loro ex allenatore, c'è una carica particolare?
"Hanno qualche sassolino da togliersi? Non capisco la domanda. Non credo che ci sia bisogno di parlare di determinate cose. Conte è stato qua 5 anni fa, nel frattempo con Inzaghi si è vinta la seconda stella e fatte due finali di Champions. Tra gioie e amarezze sono passati anni, non credo che qualcuno stia pensando a una motivazione extra solo perché si affronta Conte. Siamo l'Inter, rispettiamo quello che siamo diventati negli ultimi anni. C'è la consapevolezza di ciò che siamo e vogliamo essere, per noi finisce tutto lì. Abbiamo l'ambizione di fare una grande stagione, abbiamo voglia di fare delle buone prestazioni per portare avanti un progetto, per portare avanti quanto di buono fatto negli ultimi anni".
Luis Henrique ha giocato poco.
"Se lei mi mette Luis Henrique, io mi affosso ancora di più e parlo di Diouf che ha giocato meno. Si stanno allenando bene, cercando di superare questo momento. Sono giovani di qualità che sicuramente hanno margini di crescita mentale. Non li reputo pronti per il calcio italiano, questo non vuol dire che non gli do la possibilità di giocare. Mi prendo la responsabilità del fatto che, con tutte queste partite, ho passato meno tempo con loro per spiegargli determinate cose. Per il loro impegno sono due giocatori validi che prima o poi riusciranno a sbloccarsi dal punto di vista mentale. Hanno qualità e la mostrano tutti i giorni, piano piano arriverà il loro momento e li vedremo in campo più spesso".
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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