Buonanotte, o buongiorno, a +13. Momentaneo, ci mancherebbe, ma sempre 13 punti sono in attesa della risposta del Milan a ora di pranzo a Cremona. Con un po' di fatica, in tutta onestà, per battere il Genoa al Meazza. Certo, la componente psicologica non può non aver pesato, uscire quattro giorni prima dalla Champions Lçeague davanti al proprio pubblico non è certo un augurio da fare a chi vuoi bene. Però nella vita si supera tutto, anche un'eliminazione europea per mano di una squadra norvegese, soprattutto se oltre la siepe c'è una corsa Scudetto in cui sei assoluto protagonista. Per qualche appassionato la vittoria di ieri sera per 2-0 contro il Grifone rappresenta l'ultimo tassello per poter dormire sonni tranquilli, per altri è più saggio attendere il derby durante la festa della donna (eh sì, dopo aver roivinato San Valentino l'Inter rovinerà qualche serata più al femminile) prima di sbottonarsi. Opinioni. Quello che conta è che il vantaggio sia stato protetto dalla minaccia rossoblu e che ora siano gli altri a dover giocoforza rispondere per regalarsi una stracittadina con un minimo di senso competitivo.

La partita, come anticipato, non è stata semplice. In campo resta la voragine creata dall'assenza di un playmaker come Lautaro, che è impensabile sostituire. Allora si va avanti coinvolgendo tutti i giocatori, rispolverando chi gioca meno e dando fiducia a chi non vive un periodo semplice. Ma in mezzo a tante buone intenzioni e aspettative, alla fine emerge sempre il solito gigante di 175 centimetri: Federico Dimarco. Un fattore in questa stagione in cui continua a collezionare statistiche impressionanti, oltre a palesare una condizione atletica da fondista kenyano. Il suo gol (6+14), ennesima sfida alla geometria, permette ai padroni di casa di scacciare i brutti pensieri e cancellare quelli coraggiosi dei ragazzi di Daniele De Rossi. Ma lo vogliamo fare un plauso al signor Mkhitaryan, il Mister Magorium del centrocampo nerazzurro, che si inventa un assist da mostrare nelle scuole calcio?

C'è poi da aprire, o meglio riaprire, il capitolo Nicolò Barella. Il pubblico a volta ha mugugnato dopo alcuni errori tecnici o indecisioni, ma per lui si è levato al cielo anche qualche coro di incoraggiamento. Molti interisti, per quanto spazientiti, non vogliono abbandonare colui che per anni li ha rappresentati più che degnamente in un periodo in cui gli riesce poco o nulla, come se a scendere in campo sia la sua ombra. Ed è assai apprezzabile, perché se come in Space Jam gli bastasse toccare un pallone per ritrovare il talento sarebbe troppo facile. Invece lui, come del resto Marcus Thuram, oggi sembrano i cugini acquisiti delle loro versioni migliori. Quelle che, parlando in generale della squadra, invoca Chivu ogni volta che la sua Inter scende in campo. E il tercnico romeno, prendendo spunto da Re Peppy, sovrano dei Trolls, non ha intenzione di lasciare indietro nessuno. Giusto così.

Intanto, buon pranzo domenicale.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 01 marzo 2026 alle 00:00
Autore: Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.