Cesc Fabregas torna a sorridere con il Premio Bearzot ricevuto oggi, all'indomani di Como-Inter, gara che ha lasciato senza dubbio un sapore agrodolce al tecnico dei lariani. Intervistato a margine dell'evento, lo spagnolo è stato subito stuzzicato sulle possibilità di allenare un'altra squadra in Italia: "Lo vedo molto difficile. Sono molto attaccato e coinvolto. È vero che che l’anno scorso ho avuto dei contatti ma ho deciso di restare perché amo questa realtà. Sono molto contento di quello che posso fare e di quello che facciamo al Como. Per questo lo vedo molto molto difficile" ha detto, memore dei fatti estivi legati all'Inter. E a proposito di Inter poi ha anche parlato della recente sconfitta come riporta TMW.

Sta rivoluzionando il calcio italiano?
"No, per niente. Ognuno fa la sua strada e fa quello che serve per vincere. Due anni e mezzo fa io e il mio assistente eravamo alle 6 e mezzo al campo ad aprire il cancello, adesso abbiamo una squadra di security, palestra, ristorante, tre campi... Siamo cresciuti. Due anni fa fare un'amichevole con l'Inter era un sogno, mentre ieri abbiamo perso sì, ma piano piano stiamo provando ad avvicinarci". 

Cosa pensa delle critiche di chi dice che il Como non ha giocatori italiani?
"Le capisco, anche perché arrivano in un momento in cui l'Italia non va al Mondiale per la terza volta. Noi stiamo provando a creare un settore giovanile forte e stabile, con tanti giocatori italiani. Stiamo investendo anche nelle strutture. Ieri diversi giovani italiani erano in panchina... Goldaniga l'anno scorso è stato il terzo che ha giocato di più. Quest'anno non ne abbiamo tanti, è vero, ma questo fa anche parte di una società che sta crescendo in fretta e deve sacrificare qualcosa nel percorso. Mi auguro che in futuro il Como possa parlare sempre più italiano".

Poi a proposito di eventualità future... Si vede invece come ct della Nazionale italiana?
"Magari un giorno arriverà, ma io adesso mi sento troppo... allenatore. Mi devo sentire tutti i giorni in campo, essere allenatore dell'Italia adesso sarebbe - come si dice? - noioso. Magari quando sarò più vecchio...".

Un'ultima battuta sulla Champions.
"Non è per noi in questo momento parlarne (sorride, ndr)".

Sezione: Il resto della A / Data: Lun 13 aprile 2026 alle 18:36
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
vedi letture
Egle Patanè
autore
Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi