Non solo Como-Inter, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta ha ampiamente risposto ai giornalisti presenti a margine dell'Assemblea di Lega Serie A, toccando vari temi a partire dalla candidatura di Giovanni Malagò come rappresentato scelto dai club del massimo campionato per la presidenza della FIGC: "Uno dei risultati migliori degli ultimi anni, è l'espressione di 20 club e presidenti, il primo atto di consenso di una situazione che ci faccia trovare una strada maestra per migliorare il nostro calcio da due punti di vista: quello della Nazionale e delle riforme. E non possiamo non confrontarci con la politica, punto di riferimento molto importante".

Il governo non sembrava troppo d'accordo con la figura di Malagò.
"Non lo so e mi dispiace, Malagò è stato individuato per un profilo di manager sportivo che naviga da tanti anni nel nostro mondo e deve essere interprete, colui che raccoglie le linee guida della Serie A per migliorare il nostro calcio, in questo momento un paziente malato che ha bisogno di cure e terapie".

Abete ha chiesto l'appoggio della LND, al momento sembra una corsa a due.
"Intanto ci siamo mossi con tempestività e unione, la conferma sono i 18, probabilmente domani anche 19, consensi avuti. Ma soprattutto rivendichiamo il ruolo da protagonista della Serie A, che si è un po' perso. Riteniamo di essere la locomotiva del sistema Italia, per quanto poi ci siano da affrontare anche le situazioni della Serie B, della C, dei Dilettanti e soprattutto del settore giovanile. Da qui nascono i talenti del domani ed è lì che dobbiamo lavorare". 

Quel rigore di ieri poteva pesare di più? Che serata è stata per l'Inter?
"Como-Inter è stata innanzitutto una bella partita, uno spot bello per il calcio italiano. Partita vinta meritatamente dall'Inter grazie alla forza e la qualità espresse contro una squadra che ha dimostrato con tanti giovani altrettanto di essere all'altezza del ruolo ed è protagonista. Mi hai fatto una domanda specifica, mi pare che tutti hanno evidenziato che non fosse calcio di rigore, e non siamo tanto risentiti perché abbiamo vinto, ma immaginate quel rigore con un risultato diverso. Saremmo qui a recriminare... Però fa parte di quegli errori che nel corso della stagione si commettono, ultimamente si verificano spesso. Spero che possa spingere a fare delle riflessioni e si trovi una simbiosi tra Var e arbitro centrale" ha continuato il presidente dell'Inter ai giornalisti presenti sul luogo".

Chivu parla di posto Champions blindato, con ironia. Vi sorprende l'atteggiamento comunicativo delle altre?
"Quella di Chivu sul posto Champions era una battuta per testimoniare che in Italia ultimamente c'è la paura di affrontare il tema degli obiettivi che comporta essere coraggiosi. L'Inter deve essere coraggiosa e deve cercare sempre di raggiungere il massimo. Questo fa parte del DNA di un club vincente. Ambiziosi e non arroganti. Dobbiamo assolutamente confrontarci con la politica perché servono le riforme ora. Il nostro calcio è un paziente malato, serve una cura molto importante. La Lega Serie A si è mossa con grande tempestività e soprattutto molto compatta, rivendichiamo il ruolo della Serie A, siamo la locomotiva. Dobbiamo lavorare sul settore giovanile, è lì che nascono i talenti".

Abete ha l'ok dal 34% dell'Assemblea. Preoccupati?
"Ho letto un'agenzia, non so bene cosa voglia fare ma è un atto legittimo da parte di un dirigente che ha dato molto al calcio. E' un suo diritto, chi avrà più consensi vincerà. Parliamo comunque di due dirigenti dal profilo importante, noi chiaramente abbiamo fatto la nostra scelta".

Marotta: “Bonny-Paz? Immaginate quel rigore senza vittoria. La battuta di Chivu sulla Champions..."
Sezione: Copertina / Data: Lun 13 aprile 2026 alle 17:40
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi