Alla luce del sole di Venezia, l'Inter torna a giocare di domenica, alle 15, dopo 133 turni di campionato. Lo fa a distanza di sei giorni dall'ora più buia di Riayd, punteggiata nelle ore successive da fuochi artificiali di mercato su Davide Frattesi accesi dai media per ingannare il tempo tra un impegno e l'altro. Distrazioni che non fanno perdere la bussola alla squadra di Simone Inzaghi, che decide di mandare in campo un undici praticamente scelto dallo staff medico; situazione molto simile per Eusebio Di Francesco, che nel riscaldamento perde Giorgio Altare, sostituendolo con Richie Sagrado, a sua volta costretto ad abbandonare il campo a metà primo tempo per Ridgeciano Haps. Imprevisti che danno spazio ad alcune riserve da ambo le parti: quello che si mette più in vista dai primissimi minuti è Kristjan Asllani, tra gli uomini più criticati nelle ore post-beffa nel derby: l'albanese prima perde un duello con Hans Nicolussi Caviglia sulla trequarti, senza conseguenza dolorose, poi ne vince uno agli antipodi del campo con Joel Pohjanpalo, si procura la punizione ma la scarica tra le braccia dell'ex Stankovic. Al quarto d'ora, Mehdi Taremi sparacchia tra la gente di casa l'invito lussuoso di Lautaro, che però si era liberato irregolarmente del diretto marcatore. E' il prologo all'1-0 nerazzurro: al 16', è ancora Asllani a mettere la sua faccia in copertina con un lancio millimetrico a illuminare Lautaro, che in un amen mette giù il pallone come avesse un magnete al posto del piede e poi calcia trovando il riflesso felino di Filip Stankovic. Il quale, però, non può nulla sul tap-in di Matteo Darmian, l'uomo che ti aspetti nel momento del bisogno. Trovato il vantaggio, i campioni d'Italia continuano a martellare, sempre sulla destra: Denzel Dumfries crossa dalla linea di fondo per la girata bella esteticamente ma per nulla efficace di Taremi. Al 24', i lagunari si fanno minacciosi dalle parti di Yann Sommer, che non deve comunque intervenire per l'ottima scelta di tempo di, questa volta nella sua area, di Darmian ad anticipare sul più bello Pohjanpalo. E' il momento di stringere i denti per gli ospiti, che al 27' evitano guai peggiori con la scivolata puntuale di Alessandro Bastoni in area a spegnere sul nascere le velleità di pareggio di Pohjanpalo. Al 36', Lautaro viene fermato ancora una volta da Stankovic, che si conferma un portiere esplosivo tra i pali. Il momento positivo dei milanesi continua, tanto che al 40' Taremi ha la chance per raddoppiare: dopo un flipper ai bordi dell'area avversaria, l'iraniano trova per miracolo la coordinazione giusta ma calcia alto sopra la traversa. Più o meno sulla stessa zolla, l'ex Porto viene tamponato da Francesco Zampano dopo una ripartenza fulminea condotta da Lautaro. Punizione ghiotta non sfruttata da Asllani, che prima calcia addosso alla barriera e poi in cielo la respinta. Zero a uno all'intervallo.
SECONDO TEMPO -
Inizia meglio il Venezia, approfittando di un raro momento di relax interista: dopo pochi secondi, Nicolussi Caviglia mette in condizione Oristanio di calciare da fuori area con visuale abbastanza libera: palla alta. La tensione in casa nerazzurra rimane bassa, tanto che Issa Doumbia, senza marcature a centro area, costringe Sommer alla prima parata del match dagli sviluppi di un calcio d'angolo. Al 51', l'Inter conferma la sua presenza nella ripresa: Lautaro ha sul piede il pallone del 2-0 ma si fa rimontare da Jay Idzes, che gli cancella con una scivolata un tiro probabilmente destinato in rete. Non cambia il risultato, ma cambiano due pedine al 63': Inzaghi richiama in panchina Taremi e Asllani per mandare in campo Thuram e Frattesi. Ed è proprio quest'ultimo che va a tanto così da chiudere la partita riempiendo benissimo l'area con un grande inserimento a fari spenti prima di calciare di punta a colpo sicuro. Stankovic si supera e con una risposta da campione rimanda la sentenza definitiva. Annusato il pericolo, Di Francesco decide di rimischiare le carte: dentro Kelvin Yeboah e Bjarki Bjarkason al posto di Oristanio e Doumbia. Cambi che danno subito un effetto, visto che il Venezia coglie poco dopo un palo clamoroso con Busio, a Sommer spacciato. Corso lo spavento, l'Inter trova la forza di produrre l'ennesima chance per chiuderla, occasione ispirata da uno splendido tacco di Thuram per Frattesi, che spreca ancora. Al 76' si rivede Pavard, che entra in campo al posto di Dumfries; con lui anche Arnautovic (fuori Lautaro). All'83', Inzaghi esaurisce i cambi chiedendo a Federico Dimarco di fare la mezzala al posto di Barella. Per minuti finali, Di Francesco si gioca le ultime carte per acciuffare il pareggio: Gytkjaer per Zampano e il neo arrivato Condé per Nicolussi Caviglia. Ma è Pohjanpalo ad avere il pallone dell'1-1, in pieno recupero: tiro troppo schiacciato, Sommer ringrazia. L'Inter tutta anche, riprendendo la marcia in campionato.
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