Ivano Bordon ha rilasciato un'intervista a Tuttosport di oggi non solo come grande ex dell'Inter, impegnata questa sera nel ritorno delle semifinali di Coppa Italia contro il Como, ma anche perché presente il 4 giugno 1986 quando, a difesa dei pali della Sampdoria, giocò l'ultima semifinale di ritorno di Coppa Italia dei lariani prima di quella di questa sera. La partita fu caratterizzata da una zuffa a fine gara dopo che un oggetto lanciato dagli spalti colpì l'arbitro Redini. E a passare furono i doriani. "In realtà non ricordo molto di quanto accaduto allora, mi viene in mente solo che presi gol da una palla che mi scavalcò e non riuscì nemmeno in tuffo a deviarla... Tornando ad oggi invece, dopo lo 0-0 dell'andata, un risultato che forse in quel momento, andava bene a tutte e due le contendenti, l’Inter punta alla doppietta, il Como cerca un traguardo prestigioso per poi giocarsi la possibilità di conquistare un trofeo".

"Se per il Como è la partita più importante della stagione? Si può dire, sì. Forse sarebbe meglio definirla importantissima e non la più importante proprio per quello che potrebbe determinarsi in futuro. L'Inter? Direi che lo scudetto ormai è conquistato. La partita col Como servirà penso anche a quegli atleti che hanno giocato meno in campionato per poter dimostrare il proprio valore. La Coppa Italia è un sempre un trofeo di prestigio. E conquistare nello stesso anno campionato e coppa nazionale vorrebbe dire aver centrato due obiettivi".

Una grande impresa per Cristian Chivu. "Al suo primo anno da allenatore dell'Inter mi sembra che abbia dimostrato di saper gestire il gruppo anche nelle poche situazioni di difficoltà. Il mio giudizio su di lui non può che essere positivo, spetterà a Chivu nella prossima stagione ribadire quanto di buono fatto in quella attuale. Meglio Chivu o Inzaghi?  Una bella domanda (ride, ndr). Entrambi hanno dimostrato di essere degli allenatori che hanno meritato di vincere quanto conquistato, anche se Inzaghi forse non è stato molto fortunato in alcune situazioni".
 
Si apre quindi il capitolo portieri dell'Inter, partendo da Josep Martinez. "Sinceramente l’ho visto poche volte, senza che fosse molto impegnato. Mi sembra un ragazzo presente in campo, però per un commento più preciso vorrei vederlo più volte, al momento non mi sento di dare un giudizio. Sommer? Ha fatto benissimo, ha portato esperienza e ha dimostrato di essere un portiere valido. Poi si fa in fretta a criticare chi fa questo ruolo quando prende gol, perché si cerca il pelo nell'uovo. Ma per me Sommer ha portato all'Inter dei momenti e delle situazioni molto positive".

L'erede potrebbe essere Vicario. "Quest’anno il Tottenham ha avuto dei problemi e forse anche lui ci è rimasto invischiato. Non è stato un anno molto bello, però ricordo che quando Vicario giocava in Italia era stato protagonista di buonissime prestazioni. Per me ha la qualità tecnica tra i pali, non lo conosco su quella dell’impostazione con i piedi, ma penso sia un elemento sul quale si potrebbe puntare".

Sezione: Focus / Data: Mar 21 aprile 2026 alle 10:48
Autore: Antonio Di Chiara
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